In Italia l’ascensore sociale scivola sempre più giù. Potremmo dire, senza banalizzare la problematica, che si sia davvero “rotto” negli ultimi decenni. Complice politiche economiche (e non) completamente sbagliate e scelte a livello manageriale davvero inconsuete, la maggior parte della popolazione italiana considera la propria posizione insoddisfacente.
E così, il ceto medio, quello, per intenderci, di artigiani, commercianti e professionisti, tende a scomparire e a confluire nel cosiddetto “ceto popolare”. Per fotografare la situazione italiana, l’Osservatorio di Demos- Coop ha svolto un’indagine accurata. I risultati, davvero negativi, invitano ad una profonda riflessione sulle prospettive future dei giovani (e meno giovani) italiani.
Il 48% del campione nazionale dice di sentirsi “classe operaia” (39%) oppure “popolare” (9%). Il 43%: “ceto medio“. Il 6%, infine, si definisce “borghesia” o “classe dirigente”. È l’unico settore sociale stabile. Invece, il peso del “ceto medio” è sceso di 5 punti negli ultimi tre anni e di 10 negli ultimi cinque. Simmetricamente, l’ampiezza di coloro che si sentono “classe operaia” oppure “popolare” è cresciuta di 3 punti negli ultimi tre anni e di 9 negli ultimi 5. (Fonte: La Repubblica).
In Italia l’ascensore sociale scivola sempre più giù. Potremmo dire, senza banalizzare la problematica, che si sia davvero “rotto” negli ultimi decenni. Complice politiche economiche (e non) completamente sbagliate e scelte a livello manageriale davvero inconsuete, la maggior parte della popolazione italiana considera la propria posizione insoddisfacente.
Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro del Welfare Maurizio Sacconi, ha approvato in maniera definitiva lo schema di decreto legge del Testo Unico sull’Apprendistato. Il testo dovrà essere vagliato, probabilmente nel mese di luglio, dalle categorie coinvolte, con tutti i prescritti pareri del caso.
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Il lavoro è fondamentale nella vita di ogni persona, ma ricordiamoci che è altrettanto importante trovare il tempo e gli spazi da dedicare a noi stessi, ai nostri familiari o amici. Realizzarci e dare il meglio nella professione, significa anche saper gestire con equilibrio il nostro lavoro.
L’accusa per cinque impiegati è di peculato ed abuso d’ufficio, in pratica si contesta loro di aver utilizzato internet per scopi privati in ufficio, navigando anche su Facebook!
Alla stipula di un contratto entrambe le parti dovrebbero essere soddisfatte. Se però, a vostro avviso, ciò che è riportato nel contratto non corrisponde a quello che era stato deciso durante il colloquio, allora dovete prepararvi a una trattativa.
Quello dei call center è uno dei settori che ha risentito in modo particolare della crisi. 