Orario di lavoro, valgono anche gli spostamenti

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Negli ultimi giorni la Corte di Giustizia dell’Unione Europea è intervenuta sul tema degli orario di lavoro, arricchendo il proprio ventaglio di giudizi con un focus piuttosto interessante: per i lavoratori che non hanno una sede fissa, il tempo di trasferimento dal proprio domicilio al primo cliente della giornata deve essere considerato come orario di lavoro. lo stesso vale per quanto concerne il discorso inverso, per il ritorno del lavoratore nel proprio luogo di domicilio.

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image by Minerva Studio

Ecco quali sono le motivazioni addotte dalla Corte di Giustizia UE.

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Roberto Rais

Giornalista e promotore finanziario abilitato, profondo conoscitore delle tematiche del lavoro. Si occupa in principali modo di legislazioni, normativa ed approfondimenti. Si muove a suo agio nelle tematiche giuridiche ed economiche.
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I nuovi requisiti per rimanere iscritti all’albo degli avvocati

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Nel 2012 è stata varata la nuova legge dell’ordinamento forense che ha previsto come condizione per poter rimanere iscritti all’albo degli avvocati l’esercizio della professione in maniera effettiva, continuativa, abituale e prevalente. La stessa legge ha delegato l’elaborazione dei criteri di accertamento dei requisiti per rimanere iscritti all’albo degli avvocati ad un regolamento da emanare tramite provvedimento del Ministero della Giustizia.

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image by Andrey_Popov

Secondo la prima bozza di regolamento, varata all’inizio di quest’anno, la professione forense si intende esercitata in maniera continuativa ed effettiva se l’avvocato:

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Gloria Lattanzi

Giornalista, laureata in giurisprudenza, mi occupo di tematiche legate all’occupazione, al diritto del lavoro e, di tanto in tanto, anche di startup.

Jobs Act: le novità sui servizi per il lavoro

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In seguito all’approvazione – in via definitiva – dei quattro decreti attuativi del Jobs Act, abbiamo già avuto modo di comprendere quali siano state le novità apportate in termini di razionalizzazione e di semplificazione dell’attività ispettiva in materia di lavoro e di legislazione sociale. Compiamo oggi un ulteriore passo in avanti nella disciplina in questione, andando ad approfondire le innovazioni apportate dal decreto legislativo recante disposizioni per il riordino della normativa in materia di servizi per il lavoro e le politiche attive.

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Ecco cosa prevede il riordino di tale normativa.

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Roberto Rais

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Jobs Act, decreto attuativo con nuove disposizioni su rapporti di lavoro e pari opportunità

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Continuiamo anche oggi ad occuparci del Jobs Act, e dei decreti attuativi che sono stati approvati in via definitiva lo scorso 4 settembre 2015 dal Consiglio dei Ministri. In attuazione della l. 10 dicembre 2014, n. 183, è stato adottato anche un decreto legislativo recante disposizioni di razionalizzazione e semplificazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese e altre disposizioni in materia di rapporto di lavoro e pari opportunità.

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Vediamo di cosa si tratta, e quali sono le innovazioni semplificative in esso contenute.

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Roberto Rais

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Jobs Act: le novità sull’attività ispettiva

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Come noto, nel corso del Consiglio dei Ministri tenutosi a Palazzo Chigi lo scorso 4 settembre 2015, sono stati approvati, in via definitiva, i quattro decreti attuativi del Jobs Act. Con oggi iniziamo un viaggio approfondito all’interno dei singoli decreti, cercando di comprendere quali siano le portate delle novità apportate alla legislazione nazionale, e in che modo potrebbero impattare nella vita di tutti i lavoratori sul territorio italiano.

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image by Bacho

Cominciamo  dal decreto legislativo recante disposizioni per la razionalizzazione e la semplificazione dell’attività ispettiva in materia di lavoro e legislazione sociale.

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Contratti di lavoro, aggiornamento dei dati a luglio 2015

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha diramato il consueto aggiornamento mensile sulle dinamiche dei contratti di lavoro, in grado di fornire una puntuale statistica su quanto accaduto al mercato del lavoro italiano nel corso del mese di luglio e dei primi sette mesi del 2015. Vediamo dunque cosa è accaduto per le attivazioni e per le cessazioni dei contratti di lavoro negli scorsi mesi.

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Ecco i principali dati ottenibili dal dossier.

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Incentivi all’occupazione, messaggio Inps su assunzioni 2012

L’Inps ha diramato il messaggio 5337/2015 nel quale espone il dettaglio sulle modalità di fruizione degli incentivi all’occupazione previsti dalla l. 191/2009, art. 2, commi 134, 135 1e 151, precisando dunque le caratteristiche dell’ottenimento dei benefit all’occupazione già previsti in via sperimentale per il 2010, e relativi in questa fattispecie alle assunzioni effettuate nel 2012.

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Nel suo messaggio l’Inps ricorda anzitutto come con la circolare 22/2011 siano state illustrate le caratteristiche degli incentivi all’occupazione previsti, in via sperimentale per l’anno 2010, dalla l. 191/2009, per l’assunzione di lavoratori 1.disoccupati con almeno 50 anni, titolari di indennità di disoccupazione non agricola con requisiti normali, 2.che abbiano almeno 35 anni di anzianità contributiva, per i quali siano scaduti determinati incentivi connessi alla condizione di disoccupato del lavoratore, o 3.disoccupati di qualunque età, titolari di indennità di disoccupazione ordinaria o del trattamento speciale di disoccupazione edile.

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Impugnare un licenziamento, una nuova sentenza della Cassazione

La Cassazione, con la sentenza 17067/15, è recentemente intervenuta nel ricco tema riguardante le modalità in cui impugnare un licenziamento, confermando un orientamento prevalente, e cassando con rinvio la pronuncia di appello. Cerchiamo dunque di comprendere quali siano i presupposti sollevati dalla Suprema Corte per il rinvio della pronuncia, e quali interessi prevalgano nella vicenda.

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Con la pronuncia suddetta, la Cassazione ha affermato che “non è necessario che l’atto di impugnazione del licenziamento giunga a conoscenza del destinatario (…) nel termine di sessanta giorni (…) per evitare la decadenza dalla facoltà di impugnare in quanto, ai sensi dell’articolo 410, secondo comma, del codice di procedura civile, il predetto termine si sospende a partire dal deposito dell’istanza di espletamento della procedura obbligatoria di conciliazione, contenente l’impugnativa scritta del licenziamento, presso la commissione di conciliazione, divenendo irrilevante, in quanto estraneo alla sfera di controllo del lavoratore, il momento in cui l’ufficio provinciale del lavoro provveda a comunicare al datore di lavoro la convocazione per il tentativo di conciliazione”.

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Collaborazioni autonome 2016, ecco cosa cambierà

Le imprese che desiderano poter utilizzare contratti di collaborazione autonoma in futuro, devono fare i conti con gli effetti della mutata normativa, che ha variato in misura rilevante il regime delle collaborazioni autonome, eliminando – ad esempio – la possibilità di usare quelle a progetto. In ogni caso, è sbagliato sintetizzare affermando che le collaborazioni siano sparite: le numerose deroghe presenti hanno di fatto “salvato” alcuni tipi di cooperazione, che dunque potranno essere ancora usati senza rischiare l’applicazione della disciplina del rapporto di lavoro subordinato.

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image by Vadim Georgiev

Ma facciamo un pò di chiarezza.

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Assunzione docenti, ingressi oltre un terzo del totale

Dei circa 100 mila precari che il governo Renzi ha dichiarato di voler inserire nella scuola attraverso il piano straordinario di assunzione docenti di cui tanto si è parlato nel corso degli ultimi mesi, per il momento ne sono entrati almeno 38 mila, che dunque prenderanno pieno servizio al suono della campanella, in questi giorni.

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image by file404

 

Di tali 38 mila professionisti, circa 9 mila sono stati assunti per chiamata telematica, nell’ambito della fase B. Di questi, per poter realizzare la possibilità di poter avere un posto fisso, circa 7 mila dovranno trasferirsi in altre regioni, prevalentemente al Nord.

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Contributi all’edilizia: le agevolazioni 2015

In relazione alle agevolazioni fiscali legate ai contributi all’edilizia per l’anno 2015, con il suo messaggio 5336/2015 l’Inps ricorda che l’art. 29 del d.l. 23 giugno 1995 n. 244, successivamente convertito e modificato da legge 8 agosto 1995 n. 341, prevede che entro il 31 luglio di ogni anno il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali confermi o ridetermini la misura dello sgravio legato ai contributi all’edilizia, mediante decreto assunto di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze.

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La normativa prevede anche che entro il 30 agosto, e fino all’adozione del decreto, si applichi la riduzione già determinata per l’anno precedente, salvo conguaglio.

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Call center, contratti con subordinazione non presunta

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L’abrogazione dei contratti di lavoro a progetto, contenuta nel d.lgs. 81/2015, ha prodotto una serie di rilevanti effetti per il settore dei call center. Con tale misura, infatti, si prevede che dal 25 giugno non possano più essere stipulati nuovi contratti di collaborazione a progetto, con solo mantenimento di quelli già in essere a tale data, che potranno essere eseguiti fino alla scadenza.

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Ma cosa vuol dire questa abrogazione, di carattere generale?

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Regimi agevolati, i “minimi” ancora i più attraenti

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Non costituisce particolare sorpresa, ma leggere il dossier del Ministero dell’Economia è comunque una sorta di “primizia” statistica e ufficiale sul maggiore livello di attrattività del “vecchio” regime dei minimi, rispetto a quanto non sia il “nuovo” forfettario. In tema di regimi agevolati, su 10 nuove partite IVA  aperte nel corso del mese di giugno infatti, il Ministero riconosce che quasi 7 siano andate ad abbracciare con convinzione il regime dei minimi, e circa 3 quello del forfettario.

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Ma quali sono le specifiche statistiche elaborate dal Ministero?

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Conciliazione vita lavoro, le novità del d.lgs. 80/2015

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Il d.lgs. 80/2015 ha apportato una lunga serie di novità per quanto concerne il tentativo di migliorare la conciliazione vita lavoro, rendendo pertanto più facilmente compatibile la necessità di creare una opportuna sinergia tra la necessità di mantenere un impegno professionale adeguato e, dall’altra parte, la possibilità di non trascurare le proprie attività personali extra lavorative, familiari o personali.

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Ma quali sono le novità contenute nel d.lgs. 80/2015?

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Tassa sui condizionatori: ecco che cosa c’è di vero

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Negli ultimi giorni in rete è rimbalzato il tema della tassa sui condizionatori, tanto che la presunta applicazione di oneri sulla fruizione di un sistema di refrigerazione domestico è salita ai primi posti degli argomenti più chiacchierati e condivisi. Tuttavia, il tema è stato altresì accompagnato da una lunga serie di falsità che ne hanno condizionato l’efficacia sostanziale. Ma, dunque, cosa c’è di vero sulla possibile tassa sui condizionatori?

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Cerchiamo di vederci un po’ più chiaro, partendo dalle origini di questo falso allarme.

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Riforma pensioni, cosa contiene la bozza Boeri

L’aveva promessa per l’estate, ed effettivamente il presidente dell’Inps Tito Boeri sta concretamente mettendo in piedi una proposta formale di riforma del sistema pensionistico italiano, al fine di renderlo maggiormente sostenibile. Ma cosa contiene il piano di riforma pensioni e assistenza che Boeri ha inviato al governo, e che lo stesso presidente dell’Istituto ha annunciato alla Camera in sede di presentazione del Rapporto 2015 dell’ente?

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Come mediaticamente riassunto su più fronti, sono cinque i pilastri su cui si poggia la riforma pensioni. Vediamoli uno per uno.

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Controlli a distanza sul lavoratore, i chiarimenti del Ministero

Il Ministero del Lavoro ha diramato alcuni importanti chiarimenti sulle nuove norme sui controlli a distanza. Norme che, afferma il Ministero, sono in linea con le indicazioni del Garante della Privacy, e non nuociono pertanto alla tutela della riservatezza del dipendente. Ma in cosa consistono le nuove norme? E quali sono i principali chiarimenti che il Ministero ha avuto modo di precisare all’interno delle sue evidenze chiarificatorie in materia di controlli a distanza?

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Cerchiamo di vederci un pò più chiaro.

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Controllo a distanza e Jobs Act: primo sì del Governo

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Il decreto attuativo del Jobs Act sulla “razionalizzazione e semplificazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese e altre disposizioni in materia di rapporto di lavoro e pari opportunità” ha incassato il primo sì da parte del consiglio di Ministri e anche tante critiche da parte di sindacati e addetti del settore. Ora è al vaglio delle Commissioni parlamentari, che hanno trenta giorni per esprimere un parere obbligatorio ma non vincolante sulla misura. In sostanza il nuovo decreto legislativo, se approvato in via definitiva, attuerà la delega contenuta del Jobs Act (Legge n.183/2014) sul controllo a distanza dei lavoratori.

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Attraverso la relazione con cui il Governo ha inviato il provvedimento alle Commissioni, sono state rese note le modifiche che si intendono apportare alla disciplina finora vigente in materia di controlli a distanza dei lavoratori (art. 4 dello Statuto dei Lavoratori).

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Gloria Lattanzi

Giornalista, laureata in giurisprudenza, mi occupo di tematiche legate all’occupazione, al diritto del lavoro e, di tanto in tanto, anche di startup.

Diritti dei consumatori, rafforzamento della tutela dell’acquirente

La Corte di giustizia dell’Unione Europea è intervenuta sul tema della responsabilità del venditore in caso di difetti del prodotto. Con la sentenza C-497/13, la Corte ha infatti rafforzato la posizione dei diritti dei consumatori, stabilendo che gli stessi non hanno l’onere di provare la causa del difetto di un prodotto, se questo si manifesta entro sei mesi, e se la contestazione avviene entro due mesi. All’interno di tali ambiti, infatti, la Corte afferma che si può ben presumere che i difetti di conformità già esistessero.

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Ma vediamo più nel dettaglio le conclusioni cui è giunta la Corte.

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