Crisi economica europea: sondaggio sulla percezione dei cittadini

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In queste ultime settimane non si fa altro che parlare della crisi economica europea e di tutti i problemi che toccano le principali nazioni. Si sente parlare di default dell’euro e oltre un terzo dei cittadini europei, attualmente in possesso di un posto di lavoro è preoccupato di perdere l’occupazione.

Dal 2009 a oggi la percentuale di persone preoccupata per il proprio destino lavorativo è in netto aumento. Secondo un autorevole sondaggio delle istituzioni comunitarie, gli abitanti della popolazione europea, hanno la sensazione che l’Euro Zona nel suo complesso ha fatto un passo indietro negli ultimi anni.

Secondo le statistiche, il 71% degli europei è pessimista sulla possibilità che la crisi economica finirà presto, mentre l’87% degli intervistati è convinto che la povertà è aumentata di molto.

Le prospettive degli intervistati sono piuttosto negative, infatti, nessuno pensa di uscire al più presto da questa situazione, nonostante alcune notizie facciano sperare per il meglio.
La popolazione europea attualmente è fiduciosa di avere lavoro per i prossimi due anni, ma per il futuro non si sa come andrà avanti la situazione dell’occupazione in Europa.

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Piattaforma Europea per l’integrazione dei Rom: meeting in corso per garantire: salute, formazione, lavoro ed abitazione.

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In Unione Europea la popolazione Rom rappresenta, con i suoi circa 11milioni di membri, la più grande minoranza etnica ed è molto frequente che tale minoranza subisca discriminazioni e sia oggetto di pregiudizi.

La popolazione Rom rappresenta circa l’1,7% del totale dell’Unione Europea, ma a tirare in alto le percentuali sono principalmente Bulgaria, dove i Rom sono il 10%, Romania (8%) e Ungheria (7%).

In Italia, benché l’argomento Rom sia spesso all’ordine del giorno nei media, la percentuale di presenza Rom è fortemente sotto la media: circa 150.000 persone per una percentuale sulla popolazione totale dello 0,23%.

La Piattaforma Europea per l’integrazione dei Rom è stata creata per supportare le politiche di integrazione messe in atto dagli stati membri. Si è riunita per la prima volta nell’aprile 2009.

Nelle giornate di oggi e domani si sta tenendo un meeting con il preciso intento di orientare e supportare gli Stati membri nell’attuazione delle politiche volte all’integrazione Rom nella società civile, con particolare riferimento a: Salute, formazione, lavoro ed abitazione.

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Anche l’Italia è coinvolta nel progetto delle “mentori” per l’imprenditoria femminile in Unione Europea

Pur avendo tutte le potenzialità per far si che vi sia la reale parità uomo-donna, l’Unione Europea registra un numero di donne che lavorano in maniera autonome che è la metà rispetto agli uomini.

Per questo motivo nasce la rete europea delle “mentori”. Si tratta di 170 donne di successo, imprenditrici o dirigenti d’industria, provenienti da 17 Paesi membri UE.

Il loro compito sarà quello di indirizzare e supportare le giovani imprenditrici europee nella fase iniziale dell’avviamento.

Il lavoro autonomo si concilia con le scelte di vita di una donna molto meglio del lavoro dipendente, dando flessibilità nell’orario di lavoro ed autonomia nelle proprie attivita; questo è il concetto che spinge l’Unione Europea ad investire su questo progetto.

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Produzione industriale italiana in forte calo rispetto al resto dell’Unione Europea

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Nel mese di settembre 2011 rispetto ad agosto 2011, la produzione industriale è diminuita del 2,0% nell’eurozona, ma solo del 1,3% nell’Europa a 27. L’Italia abbassa le medie Europee con un brutto -4,8%

Su base annuale, paragonando il settembre 2011 con il settembre 2010, la produzione industriale è comunque aumentata del 2,2% nella media europea. Ma anche in questo caso per l’Italia niente da festeggiare, andando a registrare una percentuale negativa: -2,2%.

Queste sono le stime ufficiali pubblicate da Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione europea.

Nel seguente grafico è possibile vedere come comunque la progressiva ripresa, dopo il fondo toccato nel periodo marzo/giugno 2009, stia continuando constante ed in maniera equilabrata in tutta l’Unione Europea, sia nei Paesi che adottano l’euro sia negli altri:

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Disoccupazione: i dati migliorano, ma non per i giovani

L’analisi statistica del primo semestre 2011 sulla disoccupazione in Italia ci segnala una lieve diminuzione e, porta il nostro Paese al pari di altri Stati membri dell’Unione Europea. Per il 2011 Italia, Francia e Germania sono Paesi dove vi è una lieve ripresa dell’occupazione mentre Grecia, Spagna ed Irlanda sembrano ancora sofferenti. I dati sono analizzati da esperti dell’Isfol (Istituto per lo Sviluppo della Formazione Professionale dei Lavoratori) in una nota informativa ‘Occupazione e disoccupazione in Italia e in Europa’ che fa da premessa allo studio ‘Lisbona 2000-2010: rapporto di monitoraggio Isfol sulla Strategia europea per l’occupazione’, pubblicato in questi giorni per la collana ‘I Libri del Fondo sociale europeo’.

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Manovra e “licenziamenti facili”: cosa davvero cambia

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La manovra economico-finanziaria del 2011 ed alcune successive modifiche hanno messo mano anche allo Statuto dei Lavoratori. Nei fatti gli emendamenti votati tra settembre ed ottobre prevedono che gli accordi aziendali o territoriali potranno derogare non solo i contratti nazionali ma anche e sopratutto lo Statuto dei Lavoratori. Sarà molto più facile licenziare perchè sparisce anche la giusta causa ed il reintegro, infatti se nello Statuto dei Lavoratori resisteva, nonostante gli attacchi degli scorsi anni, l’articolo 18, ora nella realtà esso sparisce poiché con le deroghe territoriali o aziendali anche le imprese o ditte che hanno più di 15 dipendenti potranno licenziare senza giusta causa, dunque senza il reintegro previsto dall’articolo 18.

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Risoluzione Europea: più facile l’accesso per Rumeni e Bulgari nel mercato del lavoro

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Buone nuove per i cittadini rumeni e bulgari. Il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione che obbliga gli Stati membri ad accogliere sul proprio mercato di lavoro i cittadini rumeni e bulgari entro il 31 dicembre 2011. Nei fatti è stato rilevato che nel mercato di lavoro degli Stati membri non vi può essere nessun impatto negativo dalla presenza di lavoratori provenienti dall’Est europeo, questo importante dato è dimostrato analizzando i dati di tutti quei Paesi che già da anni accolgono benevolmente i lavoratori provenienti da quei Paesi entrati a far parte dell’UE a partire dal 2004.

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Donne: spunti pratici per conciliare famiglia e lavoro

In Italia le donne sono il maggior numero della popolazione attiva, purtroppo però la questione di genere pare essere una delle maggiori piaghe del mondo del lavoro made in Italy, è di questi giorni l’ultimo rilevamento statistico che dimostra come tra le fila dei disoccupati oltre ai giovani, notevolmente alto sia il numero delle donne.

La donna spesso è costretta a non lavorare per motivi contingenti di vita quotidiana pratica, in genere, se sposata o con famiglia a carico una donna ha sicuramente maggiori problemi rispetto al collega uomo, questo perchè deve dividere il proprio spazio quotidiano tra lavoro e famiglia, se poi si hanno figli in età infantile lavorare diventa ancora più difficile.

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Protocollo d’intesa tra Regione Toscana e Procura della Repubblica per contrastare infortuni e malattie professionali

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Promuovere la sicurezza sui luoghi di lavoro e prevenire le malattie professionali è l’obiettivo di un Protocollo d’intesa tra Regione Toscana e Procura Generale della Repubblica.

La Regione Toscana si impegnerà ad utilizzare una parte delle somme derivanti dalle sanzioni inflitte dalle Asl alle imprese che hanno violato la normativa sulla sicurezza, oltre ad avviare percorsi formativi destinati alle ditte, al fine di elevare gli standard di sicurezza per i lavoratori.

Il protocollo prevede che Regione e Procura promuovano e ottimizzino, in termini di completezza e tempestività delle informazioni, la collaborazione tra loro e con gli altri enti destinatari delle informazioni sugli infortuni e sulle patologie da lavoro.

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Manovra e pensioni: provvedimento che disprezza anni di studio e servizio di leva

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Dal vertice di Arcore giunge la proposta di eliminare il servizio militare e gli anni riscattati per laurea, specializzazione e dottorati di ricerca per raggiungere anticipatamente la pensione di anzianità.

Per i medici, il provvedimento cancellerebbe tutte le pensioni di anzianità non essendo possibile iniziare a lavorare prima dei 30 anni visto che laurea e specializzazione sono requisito di legge, previsto dalla normativa europea.

Per il segretario nazionale dell’Anaao Assomed, si tratta di un provvedimento “meschino “ chiamato a colmare i vuoti lasciati da un rinvio a tempo indefinito dei tagli ai costi della politica. Il provvedimento tende a svalorizzare e a disprezzare gli anni di studio , indispensabili per un Paese civile e avanzato.

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Consulenti del lavoro: le nuove norme sul praticantato

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E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 179 del 3 agosto 2011 il Decreto Ministeriale del 20 giugno 2011 contenente le nuove modalità del praticantato necessario per l’abilitazione della professione di consulente del lavoro.

Il testo del decreto è scaricabile dal sito internet del Ministero del lavoro.

Le nuove norme sono le seguenti:

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Accordo Ministero della Pubblica Istruzione e Sindacati: assunzione 67 mila precari della scuola

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Il Ministri Brunetta e Gelmini, hanno trovato un accordo con i sindacati annunciando che sarà presto avviato un piano per le assunzioni di personale docente e personale ATA, rispettivamente 30.482 e 36.698 unità.

Un percorso che comincia con l’emanazione dell’atto d’indirizzo dell’Aran, l’Agenzia per la rappresentazione negoziale delle pubbliche amministrazioni, per un accordo che disciplini l’inquadramento giuridico ed economico di tale personale.“Tutti gli insegnanti in classe dal primo giorno di scuola” è l’auspicio dei sindacati per ogni anno scolastico, forse questa volta il traguardo sembra essere vicino, almeno è quello che ci augura.

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Disturbi e incidenti sul lavoro: una ricerca dell’Università di Padova e ANMIL

Lo scorso dicembre è stata presentata una ricerca realizzata dall’ANMIL (Associazione Nazionale Lavoratori Mutilati e Invalidi) e dal Dipartimento di Psicologia Generale dell’Università di Padova, che ha avuto come obiettivo quello di rilevare le possibili conseguenze psicologiche derivanti da un incidente di lavoro.

Si tratta di uno studio condotto in tre anni, che si articola in quattro studi: in due di essi sono stati utilizzati, durante la rievocazione degli incidenti, indicatori fisici, come la frequenza cardiaca o la conduttanza cutanea, mentre negli altri due sono state ‘misurate’ facoltà come la memoria o l’attenzione.

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Rinnovo CCNL Commercio, tutte le novità

Lo scorso 6 aprile è stato ratificato da Fisascat Cisl, Uiltucs Uil e Confcommercio (senza la firma della CGIL) l’accordo per il rinnovo del C.C.N.L. Confcommercio Terziario che interessa quasi tre milioni di lavoratori addetti nella grande distribuzione, nelle piccole aziende della distribuzione, del terziario e dei servizi.

Il nuovo contratto, che sostituisce l’ipotesi di accordo del 26 febbraio 2011, valido fino a tutto il 2013, oltre alle consuete modifiche dei minimi tabellari, demanda alla contrattazione di secondo livello, oltre alle materie già indicate dal precedente contratto, quelle inerenti il mercato del lavoro, l’organizzazione e l’orario di lavoro e la possibilità di derogare al contratto nazionale con accordi finalizzati alla produttività, all’organizzazione del lavoro ed al servizio alla clientela.

In linea con la volontà del Ministero del Lavoro di rafforzare la bilateralità, sono aumentate le quote alternative al pagamento dei fondi di assistenza sanitaria integrativa di Est e Quas e rimangono confermate le disposizioni in materia di “Collegato Lavoro”.

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Lavoro: nel 2020 boom di assenze per malattia causate da stress

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Nel 2020 una delle maggiori cause da assenza dal lavoro sarà lo stress. Lo dimostra uno studio presentato nel corso della recente conferenza internazionale Ioha. Il dato è confermato anche dall’Organizzazione mondiale della Sanità.

Il tra le più diffuse “patologie” legate allo stress, oltre al mobbing c’è la sindrome da burnout, che colpisce chi esercita professioni d’aiuto, come medici e paramedici negli ospedali, quando non riescono a soddisfare appieno le richieste dell’utente, per cui finiscono per estraniarsi.

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Donne, impresa, vita professionale e famiglia. Come conciliare? Legge 215/92

Uno dei problemi delle donne è quello di conciliare la vita professionale con la vita familiare. Tutto questo è causa di una lunga serie di problemi non sempre di facile soluzione: molto spesso le donne sono stressate in questo doppio ruolo a causa di una mancanza di servizi per l’infanzia; in molti casi sono costrette ad abbandonare il lavoro; oppure nelle situazioni più umilianti le donne sono licenziate dalle aziende proprio dopo aver avuto un figlio o durante il periodo di maternità. Questo doppio ruolo delle donne è causa di molteplici sensi di colpa riguardante il timore di non riuscire ad assolvere il ruolo di madre nel modo giusto.

Un’alternativa per conciliare la propria vita professionale con la famiglia può essere quello di avviare un’attività imprenditoriale. Questa strada tuttavia non esclude alcuni ostacoli, infatti, anche chi possiede un’idea d’imprenditoria pronta da mettere in pratica in molti casi è costretta a scontrarsi con la difficile realtà di trovare finanziamenti e incentivi adeguati. In questo senso la legge 215/92 può venire incontro alle donne che desiderano ottenere dei finanziamenti per avviare un’attività imprenditoriale.

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Unioncamere: aumentano le imprese rosa in Puglia, Toscana e Lazio

Nel mese di marzo sono state registrate 14.688 imprese femminili in più rispetto allo stesso mese del 2010. Un aumento che corrisponde ad una crescita dell’1% su base annua. Secondo i dati diffusi dall’Osservatorio sull’imprenditoria femminile di Unioncamere la Toscana è la prima regione per aumento di “imprese rosa”, con una crescita doppia rispetto alla media (+2%);al secondo e al terzo posto si classificano rispettivamente le imprenditrici del Lazio (+1,9%) e della Puglia (+1,7%).

A sostenere la crescita delle “Capitane di Impresa” sono le forme d’azienda più strutturate, con le società di capitale che avanzano in media del 4,6% in dodici mesi (con le performance migliori al Sud) e le cooperative (+3,4%). Al disotto della media l’aumento delle imprese individuali (+0,7%) mentre in leggera riduzione le società di persone (-0,5%).

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Le nuove discriminazioni: indagine ILO

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Nel terzo rapporto sulla discriminazione l’ILO evidenzia come la crisi economica e finanziaria mondiale si è tradotta, in una grave crisi dell’occupazione con un aumento dei rischi di discriminazione contro determinate categorie di persone tra cui: le donne, i lavoratori migranti, i disabili, i giovani, gli omosessuali ecc.

Le donne guadagnano il 10-30% in meno degli uomini, secondo quanto riferisce il Rapporto e continuano a subire differenze di trattamento in termini di tipologia di impiego a cui possono accedere, remunerazione, condizioni di lavoro e opportunità di accesso a posizioni di responsabilità: in media guadagnano il 70-90% di quanto guadagnano gli uomini.

Nonostante i progressi raggiunti in termini di istruzione il divario salariale esiste ancora e le donne continuano ad essere maggiormente impiegate in lavori poco retribuiti.

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Emergenza lavoro, proposta UGL: fermare le delocalizzazioni

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Giovanni Centrella, segretario generale dell’Ugl, intervenendo dal palco alla manifestazione organizzata dall’Ugl Telecomunicazioni e dall’Ugl Sicilia a Palermo, ha esortato il governo nazionale e locale, di porre  iniziative concrete per fermare il fenomeno delle delocalizzazioni  delle imprese che sta colpendo tutte le categorie e tutta l’Italia.

La  città di Palermo sta assistendo alla delocalizzazione del call center Almaviva con la perdita di numerosi posti di lavoro. I casi Almaviva, Termini Imerese e Fincantieri stanno depauperando un intero territorio, una grave situazione a cui occorre porre immediato rimedio per evitare anche gravi ripercussioni sociali.
Purtroppo non si tratta di casi isolati , ma di un problema che esige un intervento serio se non si vuole rendere ancora più critica la situazione occupazionale nel nostro paese.

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