Mivar chiude: “La regalo a chi assume operai italiani”

La Mivar, storica azienda italiana produttrice di televisori, ha chiuso. Colpa della crisi economica che ha abbassato i consumi, ma anche e probabilmente soprattutto della fortissima concorrenza delle multinazionali asiatiche. Il proprietario ha deciso però di regalarla a chi deciderà di produrre televisori in Italia, ma soprattutto a chi “garantirà lavoro a 1200 operai italiani, abbiatensi, milanesi”. Parole di Carlo Vichi, titolare dell’azienda che ha raccontato il suo sogno in tv, alla trasmissione “I Dieci Comandamenti di Rai 3”. Il sogno in questione, è quello di vedere “ancora sorridere la sua gente”.

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Rinnovo contratto di lavoro, in attesa due dipendenti su tre. Retribuzioni su

 <span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;"><span style="font-size: 14px;"><span style="color: rgb(0, 0, 0);"><img style="display: none" class=" alignleft size-full wp-image-4685" alt="rinnoco contratto di lavoro" src="https://www.biancolavoro.it/wp-content/uploads/2014/02/contratto-lavoro.jpg" style="width: 160px; height: 109px; margin: 3px; float: left;" width="500" height="341" />Sono circa <strong>8,5 milioni i dipendenti in attesa di rinnovo del contratto di lavoro</strong>. In pratica <strong>due su tre</strong>. In percentuale stiamo parlando del 66,2% sul totale, del 56,3% con riferimento al solo settore privato. A fronte di questo, una buona notizia è venuta dalla <strong>maggiore consistenza delle buste paga</strong> e quindi <strong><a href="https://www.biancolavoro.it/news/2133-stipendi-stabili-rispetto-a-luglio-2013" target="_blank" rel="noopener noreferrer">delle retribuzioni</a></strong>. Per quanto riguarda il problema rinnovo, va detto che il settore pubblico incide in modo significativo, con i suoi 2,9 milioni di dipendenti, “suddivisi” in 15 contratti. Secondo l’Istat, fonte dei dati sopracitati, una rilevante parte della “responsabilità” di un così alto numero di lavoratori in attesa di rinnovo del contratto, sarebbe da attribuirsi (anche) al settore del commercio, in quanto da solo “copre” circa due milioni di lavoratori.</span></span></span>

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Fare gli artisti nel Paese dell’Arte: Diego Senziani, da manager a imprendi-autore di driftwood art

 <span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;"><span style="font-size: 14px;"><span style="color: rgb(0, 0, 0);"><strong><img style="display: none" class=" alignleft size-full wp-image-4660" alt="Driftwood art Diego Senziani woodys" src="https://www.biancolavoro.it/wp-content/uploads/2014/02/Famiglia_ippocastani.jpg" style="width: 160px; height: 124px; margin: 3px; float: left;" width="900" height="700" />Diego Senziani,</strong> &nbsp;ex manager, dopo una crisi aziendale si ricicla come artista. Per una “coincidenza” incontra quella che diventerà una vera e propria passione, nonché il suo nuovo lavoro. Il <strong>driftwood artist</strong> sceglie e (quasi sempre) modifica legni spiaggiati, fino a farli diventare opere d’arte in tutto e per tutto. La concezione di <strong>driftwood art</strong> di Senziani è però differente da quella tradizionale. L’assenza di una qualunque modifica fisica dell’oggetto, che viene scelto attraverso pazienti ricerche, è sopperita e, forse, superata, dall’ambizione di infondere allo stesso oggetto un’anima.&nbsp; Al “pezzo di legno” viene dato un nome, </span><a href="https://www.facebook.com/WoodysGioielliDiNatura?fref=ts"><span style="color:#000080;"><strong>un “presente”</strong></span></a><span style="color: rgb(0, 0, 0);">, un mondo in cui vivere, fino a trasformarlo in un vero e proprio personaggio di fantasia.&nbsp; Una ramificazione della driftwood art che l’artista non esita a definire “unica al mondo”. Ecco l’intervista rilasciata a Bianco Lavoro Magazine, con qualche consiglio pratico su come ripartire con successo.</span></span></span>

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Lavorare in Germania: l’infermiere è tra le professioni più ricercate

Fare gli infermieri in Germania, vuol dire avere un’ottima posizione ed un lauto stipendio. Chissà che affollamento di candidature direte voi. Beh, non è dato sapere, ma a quanto pare il lavoro non manca. La situazione economica del nostro paese sta spingendo un numero sempre crescente di persone a cercare lavoro all’estero. Se trovare un’occupazione può essere complesso per chi non ha una qualifica specifica, diverso è il caso di chi è in possesso di titoli e di esperienza relativa ad un lavoro qualificato, come per esempio gli infermieri e gli addetti alle professioni sanitarie in genere. La Germania è ritornata ad essere meta di emigrazione dal nostro paese anche grazie alla crescente richiesta di personale nel settore sanitario dove il numero di precari è praticamente prossimo allo zero. Per questo motivo le strutture sanitarie in Germania hanno deciso di offrire percorsi formativi ai professionisti stranieri con corsi di lingua che comprendono anche la sistemazione ed il vitto.

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Modelle e modelli, arriva l’albo: più tutela e sicurezza con il “Visto moda”

Come già avviene per tante altre figure e categorie professionali, adesso anche le modelle saranno tutelate dall’istituzione di un albo. L’iniziativa è partita dalla Assem, Associazione per i servizi moda che, viste le nuove frontiere verso cui si sta spingendo il settore della moda, ha sentito l’esigenza di creare un organismo che regoli e tuteli questo mondo, mediante l’adozione di paletti di riferimento ben precisi, soprattutto riguardo al made in Italy. A parlarne a Labitalia è  il presidente dell’Assem, Guido Dolci, che spiega come dopo la firma del codice etico, nato per combattere il fenomeno dell’anoressia, sia sorta l’esigenza di tutelare questo mestiere anche a livello sindacale, fiscale e assicurativo.

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In Albania capannoni in affitto a un euro per le imprese italiane

L’annuncio, per certi versi scioccante, lo ha fatto il Primo Ministro albanese Edi Rama. “Siamo pronti ad accogliere gli imprenditori mettendo a disposizione strutture esistenti da riqualificare, come capannoni e basi militari, che affitteremo a un euro, indipendente dai metri quadri locati, con contratti che durano per sempre”. Praticamente un insediamento produttivo gratis.  Dopo la delocalizzazione in Svizzera delle imprese italiane vicine al confine, che oltre frontiera godono di un regime fiscale più agevole, una prossima appetibile tappa per le aziende del Bel Paese potrebbe essere l’Albania. Perlomeno è questa l’idea esposta del Premier Rama, giunto qualche settimana fa a Bari e in questi giorni a Milano per attrarre investimenti. E la sua proposta è a dir poco allettante.

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La casalinga: il suo lavoro vale 7mila euro al mese

Non guadagna nulla, perché sostanzialmente non ha un datore di lavoro ma, se dovessero pagarla  una casalinga poterebbe a casa circa 7mila euro al mese. Insomma, uno stipendio da dirigente d’azienda. E’ questo il risultato di una ricerca effettuata dal sito americano Salary.com che ha cercato di tradurre in soldoni le mille attività che quotidianamente svolgono le casalinghe, gratuitamente. Cuoca, domestica, , baby-sitter, autista, psicologa,  manager, e via dicendo.  Se esistesse una retribuzione per l’insieme dei lavori che competono giornalmente ad una casalinga,  tale retribuzione raggiungerebbe la ragguardevole cifra di 6.971 euro al mese. Con buona pace di chi pensa che stare a casa significa non fare niente.

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Fare gli artisti nel Paese dell’Arte: intervista a Sergio Marchi. La fantasia al potere

Sergio Marchi scrive il suo primo racconto a 12 anni, poi smette e ricomincia 20 anni dopo. Un po’ di fortuna, ma anche una buona dose d’intraprendenza, talento, sicurezza nelle proprie capacità ed un pizzico di bontà d’animo. Il suo primo romanzo giallo, genere di cui è appassionatissimo fin da bambino, si concretizza nelle librerie grazie a tutte queste caratteristiche fuse insieme, ai tempi forse ancora un po’ inconsapevolmente.  In breve tempo diventa un affermato autore di libri per ragazzi. Poi, non più di qualche anno fa, Giovanni Fabbri, fondatore della Fabbri Editore, lo sceglie come autore della sua biografia: “L’uomo che faceva i libri”. Come tutti, anche Marchi cerca di destreggiarsi al meglio dentro l’arena di una crisi senza fine. A Bianco Lavoro Magazine racconta dei suoi inizi, ma dispensa anche preziosi consigli destinati a chi è alle prime armi con il travagliato quanto affascinante mestiere di scrittore. Ecco cosa ci ha detto.

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Speciale giornalisti sul web: il punto sulla professione all’epoca della formazione obbligatoria

 <span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;"><span style="font-size: 14px;"><span style="color: rgb(0, 0, 0);"><strong><img style="display: none" class=" alignleft size-full wp-image-4220" alt="" src="https://www.biancolavoro.it/wp-content/uploads/2014/01/mouse.jpg" style="width: 160px; height: 100px; margin: 3px; float: left;" width="600" height="375" />Professione giornalista, a che punto siamo?</strong> Sicuramente, è nell'ormai non più nuova frontiera del web che risiede il futuro (oltre che il presente) <strong>dei professionisti dell’informazione</strong> (ai quali è dedicato il nostro speciale), che dal primo gennaio di quest’anno sono chiamati ad affrontare la cosiddetta <strong>formazione obbligatoria</strong>, vale a dire corsi ed altre attività ad hoc non derogabili, né tantomeno evitabili. Il concetto di <strong>formazione obbligatoria (e permanente) </strong>è stato fortemente voluto dall’Unione Europea e, nemmeno tanto lentamente, sta entrando a far parte della vita di molti lavoratori, tra cui, appunto, i giornalisti. Questi ultimi, a causa (qualcuno direbbe per merito) delle nuove tecnologie, hanno subìto e per qualche anno ancora subiranno, una vera e propria rivoluzione della professione. Non la stanno però solo subendo, ne sono anche i protagonisti assoluti.</span></span></span>

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Il Jobs Act di Matteo Renzi : ok per l’Ue, dubbi in Italia

Riassumiamo: l’ascesa al bollente trono del Pd da parte di Matteo Renzi ha provocato una buona dose di scossoni. Un vero e proprio terremoto invece, starebbe per  scuotere l’intero mercato del lavoro italiano. Quello di rivoluzionarlo, è un proposito piuttosto ardito che però Renzi è deciso a perseguire attraverso il suo iper-discusso JobsAct. Cosa preveda la bozza del documento ideato dal contemporaneo sindaco di Firenze è ormai abbastanza noto: tra le altre cose, “contratto di inserimento a tempo indeterminato a tutele crescenti“, assegno per chi perde il lavoro e forse un innalzamento della tassazione sulle rendite finanziarie. Ancora non è dato sapere se e come tutto questo verrà realizzato. Intanto però, va detto che a promuovere il piano di Renzi oggi ci ha pensato l’Unione Europea. Il commissario Ue per il Lavoro Andor, ha infatti così commentato: “sembra andare nella direzione auspicata dall’Ue nell’ultimo periodo”. Un po’ freddo magari, ma chiaro.

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Europa Creativa: specifiche e requisiti per i finanziamenti Ue

 <span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;"><span style="font-size: 14px;"><span style="color: rgb(0, 0, 0);"><img style="display: none" class=" alignleft size-full wp-image-4168" alt="" src="https://www.biancolavoro.it/wp-content/uploads/2014/01/Europa.jpg" style="width: 160px; height: 103px; margin: 3px; float: left;" width="1600" height="1032" />Pochi giorni fa vi abbiamo parlato del </span><span style="color:#008080;"><strong><a href="https://www.biancolavoro.it/news/2362-fondi-alla-cultura-dall-europa-un-miliardo-e-mezzo-di-euro" target="_blank" rel="noopener noreferrer">programma Europa Creativa</a></strong></span><span style="color: rgb(0, 0, 0);">, &nbsp;destinato &nbsp;a sostenere iniziative, attività ed imprese culturali nei territori Ue.&nbsp; I finanziamenti previsti per <strong>il periodo 2014-2020</strong> ammontano a <strong>quasi un miliardo e mezzo di euro</strong>, ma, come richiederli? Esistono criteri ben precisi da rispettare per poter tentare di accedere ai fondi europei. Innanzitutto va detto che, come accennato ieri, Europa Creativa racchiude in sé i programmi Cultura, MEDIA e MEDIA Mundus. In Italia, nel 2007, il Ministero dei Beni Culturali ha predisposto un </span><span style="color:#008080;"><strong><a href="http://www.ccpitaly.beniculturali.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sito ad hoc per il programma Cultura</a></strong></span><span style="color: rgb(0, 0, 0);">, evolutosi </span><strong><span style="color: rgb(0, 0, 0);">in </span><a href="http://cultura.cedesk.beniculturali.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="color:#008080;">un altro sito</span></a></strong><span style="color: rgb(0, 0, 0);">, dedicato ad Europa Creativa . E’ stato recentemente creato anche un</span></span></span><span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;"><span style="font-size: 14px;"><span style="color: rgb(0, 0, 0);"> portale a cui fare riferimento per il </span><span style="color:#008080;"><strong><a href="http://www.media-italia.eu/home/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sub-programma MEDIA</a></strong></span><span style="color: rgb(0, 0, 0);">.</span></span></span>

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Fondi alla Cultura: dall’Europa un miliardo e mezzo di euro

 <span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;"><span style="font-size: 14px;"><span style="color: rgb(0, 0, 0);"><img style="display: none" class=" alignleft size-full wp-image-4162" alt="" src="https://www.biancolavoro.it/wp-content/uploads/2014/01/EuropaCreativa.jpg" style="width: 160px; height: 90px; margin: 3px; float: left;" width="600" height="337" />In controtendenza con le numerose <strong>riduzioni di budget</strong>, l’Unione Europea <strong>per il periodo 2014-2020</strong> ha aumentato del 9% lo stanziamento di fondi per le iniziative culturali, creative ed artistiche. Attraverso il programma <strong>Europa Creativa </strong>infatti, i più meritevoli tra i molti (e molto coraggiosi) operatori culturali residenti nel territorio Ue andranno euro per <strong>quasi un miliardo e mezzo</strong>. Un’iniziativa che per qualcuno forse striderà con la recentissima </span><span style="color:#008080;"><strong>chiusura di Presseurop</strong></span><span style="color: rgb(0, 0, 0);"> <span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;"><span style="font-size: 14px;"><span style="color: rgb(0, 0, 0);">da parte della Commissione Europea</span></span></span> (sito d’informazione tradotto parallelamente in 10 lingue, la cui attività si è fermata il 20 dicembre scorso ed al quale è immediatamente seguito un </span><span style="color:#008080;"><strong>sito-community a tema</strong></span><span style="color: rgb(0, 0, 0);"> messo in piedi dagli autori), ma che resta comunque un <strong>apprezzabile tentativo</strong> di sostenere, non solo economicamente, le opere culturali ed artistiche ed unitamente i loro creatori, messi in seria difficoltà dalla straordinariamente lunga crisi finanziaria.</span></span></span>

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Nel 2013 meno tasse. La sorpresa dalla Cgia

C’è quasi da non crederci. Per il difficilissimo 2013, ormai in dirittura d’arrivo, pagheremo meno tasse. Per la precisione, la riduzione potrebbe raggiungere i 250 euro. La sorpresa è arrivata dalla Cgia di Mestre, che non ha mai fatto mancare il suo occhio critico sui provvedimenti dei vari governi succedutisi negli anni di crisi. Va tenuto presente che 250 euro, è la cifra massima raggiungibile in quanto a sgravi fiscali. Ne beneficeranno (tra quest’anno ed il prossimo, per quanto riguarda i pagamenti) le famiglie monoreddito con due figli a carico. La Cgia ha effettuato diverse simulazioni, prendendo in considerazione tre tipologie familiari differenti.

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Speciale stage in Cina: intervista a Marco Cacci

Marco Cacci ha avuto un percorso un po’ particolare. Le porte della grande Cina per lui si sono aperte in un’età in cui solitamente il periodo degli stage è già passato da un pezzo. Coraggio a piene mani, mente straordinariamente aperta e obiettivi ben precisi all’orizzonte, Marco, che di mestiere fa il giornalista (collabora con il toscano Il Tirreno), si getta senza se e senza ma in un mondo completamente nuovo, con il quale, spiega, “ogni giorno di più dobbiamo fare i conti”. Un’esperienza tanto bella quanto faticosa, premiata con la soddisfazione di vedere il lavoro compiuto finire nientemeno che sulla Tv di Stato cinese (CCTV). Ecco la sua appassionata testimonianza, ricca di utilissimi dettagli(leggi anche l’intervista a Umberto Botto).

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Speciale stage in Cina: intervista a Umberto Botto

Per lo speciale stage in Cina, abbiamo intervistato Umberto Botto, studente universitario veneziano con le idee piuttosto chiare, partito armi e bagagli per Shanghai. Catapultato in una specie di universo parallelo e poco conosciuto ai più, al posto di affrontare la difficile esperienza con un forse più normale timore reverenziale, reagisce esattamente al contrario, gettandosi a capofitto in quell’universo e cercando di trarne il maggior numero di vantaggi. Definisce Shanghai una città in cui “in ogni angolo un business nasce, uno si allarga. Tutto spinto dalla voglia di fare che hanno le persone”. Per lui, la Cina è la nuova frontiera del lavoro, “uno dei punti sicuri” del suo futuro. Ecco come ha risposto alle nostre domande.(leggi anche l’intervista a Marco Cacci)

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Intervista a Giubileo: “Mercato del lavoro è precario anche con Articolo 18”

A pochi giorni dalla fine di un anno in cui il numero di posti di lavoro a disposizione si è ulteriormente ridotto, siamo andati a ripescare il ricercatore Francesco Giubileo, che nel 2013 periodicamente su Bianco Lavoro Magazine ha fatto il punto su vari temi, gettando un po’ di luce su alcuni lati oscuri relativi al funzionamento mercato del lavoro italiano. Dato che “l’ultramediatizzato” neosegretario del Pd Matteo Renzi ha scatenato una discreta polemica con la sua proposta per i neoassunti di un contratto a tempo indeterminato subito (o meglio, dopo il periodo di formazione), ma con una flessibilità in uscita, oltre che in entrata, più elevata e dato anche che, questa flessibilità in uscita prevederebbe la rinuncia alle tutele previste dall’Art. 18 dello Statuto dei lavoratori, non potevamo non incentrare la nostra intervista proprio sul tanto bistrattato articolo della discordia. Imporne il rispetto o scegliere di rinunciarci in favore di altri benefici?

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Speciale stage in Cina: testimonianze da Shanghai e dintorni

Ad intervistarli, i due stagisti che gentilmente si sono prestati a rispondere alle nostre domande, viene seriamente da pensare che un’esperienza lavorativa in Cina tramite stage o internship, nonostante non sia proprio quel che si dice una passeggiata, sia comunque un’ottima scelta. Soprattutto se sei giovane, brillante e ambizioso. Oppure se, per qualunque ragione, hai perso un treno; in questo caso il Paese della Grande Muraglia è un buon modo per tentare di prendere quello dopo, che non è detto sia peggiore. Da qualche anno la Cina è la nuova frontiera del lavoro. Ritmi serratissimi, ambiente globalizzato, nel quale si comunica in lingua inglese e una fame di successo e di benessere paragonabile a “quella dell’America di 50 anni fa”. Concetti che emergono chiaramente dalle interviste realizzate da Bianco Lavoro Magazine, in collaborazione con CRCC Asia. (leggi qui le due interviste, al giornalista Marco Cacci e allo studente Umberto Botto)

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Fuga imprese italiane in Svizzera, nel Canton Ticino non c’è più spazio

Il fenomeno della fuga delle imprese italiane in Svizzera, dovuto all’estrema difficoltà legata al periodo attuale di restare a galla in Italia, starebbe assumendo proporzioni così importanti da aver messo in allarme un intero cantone svizzero, quello del Ticino. A riportare la notizia, la versione cartacea di un noto quotidiano della zona di Varese-Como, “La Prealpina”. Le imprese che hanno delocalizzato oltre confine, sarebbero ormai così tante da aver creato seri problemi di spazio al Canton Ticino, il quale avrebbe ora pochi “hub” da offrire rispetto all’enorme numero di richieste. Per questo, le aziende prossime a delocalizzare starebbero già guardando aldilà del tunnel del Gottardo. Il dato è significativo perché il fenomeno del trasferimento delle imprese operanti vicino al confine elvetico dall’altra parte della barricata, appare essere così forte da non trovare un freno nemmeno nella distanza dello spostamento.

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Federalberghi: per 48 milioni di italiani niente vacanze di Natale

Gran parte della popolazione italiana questo Natale non andrà in vacanza e, dato ancor più importante, dei 48 milioni che rimarranno a casa, 32 milioni non partiranno per economici. La “povertà turistica” denunciata da Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi, caratterizzerà in modo pesante le vacanze natalizie degli italiani. In parole povere, metà dei residenti del Bel Paese non può economicamente permettersi di passare le feste per la Natività fuori casa, nemmeno per un giorno. Andrà forse un po’ meglio a Capodanno, ma è comunque fin troppo significativo il dato registrato dall’associazione di categoria: meno 8% rispetto a Natale 2012. Quest’anno si muoveranno su per giù sei milioni di persone, rispetto agli oltre 6,5 dell’anno scorso.

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Cibo: buttiamo in pattumiera mezzo punto di Pil

Uno spreco da mezzo punto di Pil. E’ quello relativo al  cibo, rilevato da Swg e Last Minute Market, in collaborazione con l’osservatorio Waste Watchers. In Italia, vengono buttate via milioni di tonnellate di derrate alimentari ogni anno. Oltre 200 grammi a settimana per famiglia, corrispondenti a poco più di 7 euro. Detto così, non sembrerebbe essere un gran danno, ma a livello macro si tratta di 8,7 miliardi di euro. Insomma, una piccola manovra finanziaria. Ci sono però anche alcune note positive. Come in molti altri ambiti, la crisi e le ristrettezze economiche producono drammi, ma anche consapevolezza. E così, un buon numero di italiani sempre più spesso dichiara di non gettare “quasi mai” gli avanzi di cibo. Altri, quegli avanzi li riutilizzano. Moltissimi  sono consci della gravità afferente ad uno spreco di tale entità e oltre metà degli intervistati si è detta preoccupata.

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