Insegnanti precari contro nuovo reality Mediaset

Sei un insegnante precario della scuola? Sei disoccupato? Vuoi rimetterti in gioco e fare qualcosa di diverso? Contattaci, puoi vincere dieci anni di stipendio”.Questo è il messaggio dello spot che viene mandato in onda su Mediaset.

L’idea che Mediaset sta pensando è quella di un reality su canale 5 nel quale insegnanti precari sono chiamati a confrontarsi con concorrenti di reality andati in onda nel passato, scelti tra i più somari, tra quelli divenuti famosi per la loro ignoranza o incapacità di esprimersi in un italiano corretto.

Se per i concorrenti ‘vip’ l’obiettivo è quello di essere l’alunno più meritevole, per gli insegnanti il premio è 150 mila euro, ovvero dieci anni di stipendio. Il programma al momento è solo un progetto, ma i casting Mediaset per scegliere i concorrenti sono già iniziati.

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Disciplina del lavoro minorile

La disciplina del lavoro minorile è data dalla L. 977/1967, ridefinita dal D.Lgs 345/1999 che fissa un principio generale per il quale l’età minima di ammissione all’impiego deve coincidere con quella in cui cessano gli obblighi scolastici. La Costituzione Italiana all’art. 37 prevede che :” la Repubblica tutela il lavoro dei minori con speciali norme” e che “la legge stabilisce i limiti di età per il lavoro salariato.”

Per i minori esistono delle particolari restrizioni poste a tutela della salute fisica, psichica e del loro diritto alla studio e alla formazione. Per quanto riguarda il versante della formazione, la legge 144/99 ha introdotto l’obbligo formativo fino al diciottesimo anno di età.

Tale obbligo può venire assolto attraverso percorsi integrati di istruzione e formazione sia nel sistema scolastico, sia nel sistema della formazione professionale di competenza regionale, sia nell’esercizio dell’apprendistato.

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INAIL: Infortuni lavoro in forte calo ma resta tanto da fare

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La piaga degli incidenti sul lavoro, che provocano infortuni invalidanti o addirittura mortali, sembra in diminuzione, secondo i dati che ha pubblicato l’Inail, l’istituto che si occupa dell’assistenza nei casi di incidenti sul luogo di lavoro.

Dal secondo dopo-guerra ad oggi, il numero delle morti bianche si è fortunatamente dimezzato, passando da oltre i 2000 del 1950 ai 1050 del 2009. Pur essendo il 2009 l’ultimo dato disponibile per l’Inail, sappiamo già da altre fonti, che il 2010 si è concluso come il primo anno dalla Seconda Guerra Mondiale con un numero di incidenti mortali,sotto la soglia dei mille.

Sebbene, dunque, il fenomeno delle morti bianche rimanga dolorosissimo e grave, incoraggiano i dati che certificano un calo degli infortuni del 9,7% sul 2008, pari a 790 mila casi, e del 6,3% delle morti, pari a 1050.

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Lavoro nero e lavoro irregolare

Sei un lavoratore in nero quando svolgi una qualsiasi prestazione lavorativa, in qualunque ambito a meno che non sia un’azienda familiare o uno stage e sei privo di un contratto di lavoro o di un contratto per fornire un servizio,oppure non hai una busta paga e vieni pagato in contanti risultando disoccupato.

Il lavoro irregolare invece può assumere diverse forme: lavoro grigio, lavoro parzialmente irregolare e lavoro elusivo.

Il “lavoro grigio”, è un lavoro che formalmente è regolare, ma che contiene in sé elementi di irregolarità:

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ISTAT: diminuisce la disoccupazione, ma aumentano inattivi e precari

Secondo i dati ISTAT a febbraio 2011 il tasso di disoccupazione è pari all’8,4%,diminuendo dello 0,2% rispetto a gennaio e dello 0,1% rispetto all’anno precedente, ciò in un quadro di ripresa dell’inattività.

Nello specifico l’istituto nazionale di statistica rileva che a febbraio di quest’anno gli occupati sono 22,814 milioni, in aumento dello 0,1% rispetto a gennaio 2011, ma in calo dello 0,3% su base annua, diminuzione che riguarda la sola componente maschile.

Alla luce di questi dati l’ISTAT registra un tasso di occupazione pari al 56,7%, invariato rispetto a gennaio e in calo dello 0,3% rispetto all’anno precedente. Per quanto riguarda i disoccupati, il loro numero, pari a 2,088 milioni, diminuisce del 2% su base mensile e dell’1% su base annua, tale flessione riguarda sia la componente maschile sia quella femminile. Inoltre, gli inattivi tra i 15 e i 64 anni aumentano dello 0,1% rispetto al mese precedente, mentre il tasso di inattività resta stabile al 38%.

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Studiare e lavorare contemporaneamente: i diritti sul posto di lavoro

Sono sempre di più i ragazzi che scelgono di studiare e lavorare contemporaneamente, per potersi pagare gli studi e poter avere un’indipendenza economica .

La Corte di Cassazione con sentenza del 25/10/2005 descrive quali sono i diritti dei lavoratori con riferimento al diritto allo studio:

1) allo studente lavoratore deve essere data la possibilità di sostenere esami e per conseguire tale scopo, lo studente ha il diritto a ottenere turni di lavoro tali da permettergli la frequenza ai corsi e la conseguente preparazione di esami finali.

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Lavoro al computer, ecco i disturbi

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Salve, nel mio nuovo lavoro passo moltissime ore davanti al PC. E si tratta di un lavoro di seria concentrazione sulle tabelle e sui dati da inserire. I tempi di riposo sono rispettati come da legge, ma dopo solo un mese sento già affaticamento agli occhi e pesantezza di muscoli e schiena. Quali sono i disturbi più frequenti di un lavoro prolungato davanti al monito del computer?

Serena G. – Bergamo

e-mail pervenuta a La Posta di Bianco Lavoro

Per Bianco Lavoro risponde: Emanuele Ameruso

Affaticamento muscolare, specie del viso, disturbi alle ossa, rossore degli occhi. Ecco alcuni disturbi che colpiscono coloro che sono costretti abitualmente a lavorare per molte ore al giorno davanti a un terminale.

Disturbi, inutile dirlo, che sono esplosi negli ultimi venti anni, in seguito all’avvento dell’era del computer.

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Sicurezza sul Lavoro: Toscana la regione più virtuosa

La Toscana è la regione che registra una diminuzione degli incidenti sul lavoro rispetto alla media nazionale. Nel 2009, infatti, si sono registrati circa 39.000 infortuni, contro gli oltre 44.000 del 2008 circa l’undici, 3% circa in meno, di cui sessantatré mortali in rapporto ai settantotto nel 2008, cioè con un calo del 19,2% considerando che i dati del 2004 ne registravano novantasei.

Da sempre la Regione Toscana ha dedicato una certa attenzione al problema della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro, infatti, da anni è impegnata sul fronte del contrasto agli episodi di “sottotutela”.

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CGIL: secondo Susanna Camusso sconfiggere il precariato si può!

La CGIL da sempre combatte la battaglia per far emergere il lavoro nero e lo sfruttamento dei giovani. Susanna Camusso sostiene che i precari hanno bisogno del sindacato, ma per cambiare la situazione è necessario essere uniti e uscire allo scoperto . La campagna “Giovani non + disposti a tutto” è una denuncia per dare un nome alle cose, ad una realtà drammatica dei giovani che cercano lavoro. Una realtà fatta di umiliazione, di sfruttamento, di frustrazione e di rabbia.

L’obiettivo è di quello di trasformare la rabbia in qualcosa di concreto. Prima di tutto è necessario costruire uno spazio di condivisione delle proprie esperienze e dei propri bisogni che trasformi la debolezza individuale di chi si affaccia al lavoro in una grande forza collettiva capace di spezzare il meccanismo dei ricatti e dello sfruttamento.

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Lavoro e maternità: diritti delle donne autonome e precarie

Analizzando i cambiamenti intervenuti in materia dal punto di vista legislativo, vediamo in che modo le madri lavoratrici autonome sono tutelate. Con la legge 546/1987, è stato introdotto anche nel nostro paese il diritto all’indennità di maternità sostitutiva della retribuzione, per le lavoratrici autonome.

Il testo di legge prevedeva per le lavoratrici autonome la possibilità di percepire durante i cinque mesi di astensione obbligatoria dal lavoro, un compenso pari all’80% della retribuzione convenzionale per il loro settore d’impiego. Tuttavia in questa normativa non era stato previsto, il caso di parto prematuro e la possibilità di usufruire dell’indennità concernente i due mesi antecedenti il parto.

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Technicolor: lavoratori protestano contro i licenziamenti

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I lavoratori della Technicolor in “esubero” hanno manifestato a Roma davanti alla sede dell’azienda perché non vogliono essere licenziati. Oltre al licenziamento i dipendenti non potranno usufruire della cassa integrazione, che nel loro caso è prevista solo in deroga ed è stata rifiutata dall’azienda.

La Technicolor è un’azienda giovane che si occupa di post produzione digitale e in pellicola. L’azienda fa parte di un gruppo multinazionale che opera in Italia nel settore dell’industria cinematografica e televisiva da più di cinquanta anni. In tempi di crisi generale, il settore più colpito è stato quello proprio quello della pellicola, dove sono previsti tutti i licenziamenti.

Il dubbio dei dipendenti è che l’azienda voglia licenziare per assumere del personale precario. L’età media dei lavoratori della Technicolor ha circa 35 anni, con un’anzianità di 9 anni.

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A Lecce e Brindisi immigrati sfruttati nel fotovoltaico

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Dietro il fenomeno dello sfruttamento degli extracomunitari nei parchi fotovoltaici nelle province di Lecce e Brindisi, potrebbe esserci un’organizzazione criminale.

Da racconti degli operai che hanno presentato denuncia contro la Tecnova, la società spagnola che ha avuto in subappalto dall’Ute, la costruzione di numerosi impianti fotovoltaici i cui referenti da alcuni giorni sono spariti nel nulla, lasciando due mesi di stipendio da pagare ai circa 750 lavoratori impiegati.

Le dichiarazioni degli immigrati al vaglio della Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce, traccerebbe un quadro ancora più oscuro di quello emerso nelle scorse settimane, dal momento che gli uomini impiegati nei cantieri della Tecnova sarebbero giunti in Salento da diverse parti d’Italia, rispondendo alle chiamate di intermediari italiani e stranieri.

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Il 65% dei manager desidera lavorare anche dopo il pensionamento

Diversi sono i motivi che spingono le persone a proseguire l’attività lavorativa anche quando potrebbero godersi il meritato riposo.

Al di là della crisi economica e del fatto che oggi si vive più a lungo, esistono degli studi che rivelano come continuare a lavorare anche dopo la pensione aiuta a mantenersi in salute.

Con l’attuale normativa la possibilità di lavorare anche dopo il pensionamento è favorita senza alcuna limitazione, sia con contratti di lavoro dipendente che in forma di lavoro autonomo.

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Italia: l’82% delle aziende offre lavoro flessibile… ma la disoccupazione raggiunge il 30%

In Italia “il paese del posto fisso”, risulta oramai che l’82% delle aziende offre al personale forme di lavoro flessibile.

La maggioranza delle aziende italiane ritiene che il lavoro flessibile determini maggiori vantaggi in termini di produttività del personale, riduzione dei costi e migliore equilibrio vita e lavoro per i dipendenti. Il 58% delle aziende ritiene che il lavoro flessibile comporti costi minori rispetto al lavoro fisso .

Dalla ricerca condotta da Regus, che ha coinvolto 17.000 aziende in 80 paesi, emerge che l’Italia si colloca vicino agli USA. Per quanto riguarda invece gli altri paesi europei, le percentuali delle aziende che hanno adottato un modello di lavoro flessibile vedono la Spagna al primo posto con l’88%, la Francia e Regno Unito con l’83% e all’ultimo posto la Germania con il 76%.

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Vittoria per i lavoratori dello spettacolo e della cultura: ripristinati i fondi

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Per il dirigente sindacale della Cgil Fulvio Fammoni il ripristino dei Fus, ossia dei fondi spettanti allo spettacolo e alla cultura, rappresenta un primo successo dei lavoratori, delle associazioni, delle istituzioni e dei sindacati, che si sono battuti contro i tagli del governo. La decisione è arrivata dopo l’ondata di proteste di manifestazioni contrarie ai tagli nel settore. Il Fus torna a 428 milioni, nei dettagli del decreto entra il Mibac. Il quale indica che questi dal 2011 saranno assegnati in misura permanente al ministero per i Beni e le Attività culturali.

Tali fondi saranno così ripartiti: 149 milioni di euro al Fondo Unico per lo Spettacolo, 80 milioni di euro alla tutela e al recupero del patrimonio storico, architettonico, artistico e archeologico e 7 milioni di euro agli istituti culturali.

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Giovani e disoccupazione: i ministri Sacconi, Meloni e Gelmini accusano “inattitudine all’umiltà”

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A fine gennaio i ministri Gelmini, Sacconi e Meloni hanno presentato il “piano occupazione giovani” per il 2011 una manovra di 1 miliardo e 82 milioni di euro per facilitare la transizione dal mondo della scuola a quello del lavoro, accusando i giovani di “ inattitudine all’umiltà”, dichiarando che” c’è un pezzo di paese che quando si parla di lavoro manuale non capisce”.

I ministri dimenticano però che tanti giovani sono costretti a districarsi tra le offerte di lavoro più inqualificabili per entrare nel circuito del lavoro e poterci restare, ma ovviamente sempre come precari, perché chiedere un lavoro a tempo indeterminato con le dovute garanzie, anche dopo anni di gavetta è un miracolo al giorno d’oggi.

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CISL: rinnovo CCNL Commercio e Terziario

E’ stata sottoscritta tra Fisascat-Cisl , Uiltucs-Uil, e Confcommercio l’ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL nel Terziario . L’intesa interessa circa 3 milioni di lavoratrici e lavoratori addetti nella grande distribuzione e nelle piccole aziende della distribuzione del terziario e dei servizi.

Uno degli aspetti dell’intesa è quello di essere riusciti a mantenere l’unicità del contratto nel settore e aver disciplinato le materie in modo chiaro e minuzioso dentro i contenuti e gli obiettivi del nuovo modello contrattuale del 22.01.2009.

La durata del CCNL è pari ad un triennio. Sono confermati i due livelli di contrattazione nazionali, aziendali o territoriali, disciplinando le materie dei rispettivi livelli. L’aumento salariale (calcolato in relazione all’indice IPCA) è complessivamente quasi 1.800,00 euro in più in busta paga nel triennio 2011-2013.

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17 Marzo 2011 “non si lavora”: ha vinto il valore civile degli Italiani

17 Marzo 2011, festeggiamo i 150 anni dell’Unità D’Italia.

Dopo tante polemiche per arrivare a questo giorno, il buon senso dell’unità del nostro Paese ha prevalso sulle divisioni. Uno dei primi scontri ha riguardato Ignazio La Russa il ministro della Difesa e Maria Stella Gelmini il ministro della Pubblica Istruzione, il quale intendeva festeggiare la ricorrenza dell’Unità d’Italia, facendo rimanere aperte le scuole.

Alla Gelmini il ministro Ignazio La Russa ha replicato che: il 17 marzo deve essere una festa di serie A, sostenendo di essere pronto a proporre un decreto in Consiglio dei Ministri.

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Riforma Giustizia Alfano, cosa cambia?

Bozza Alfano sulla riforma della Giustizia, cosa prevede?

E’ da anni, dal lontano 1994, che Berlusconi annuncia la riforma della Giustizia. Da tempo e senza alcuna adeguata discussione in Parlamento, la riforma del sistema giudiziario italiano viene invocata da più parti, spesso annunciata a mò di spot (elettorale e non).

E dopo ben 21 anni, in un periodo tormentato per il Presidente del Consiglio impiegato a difendere se stesso da accuse gravissime, assistiamo ad una sorte di accelerazione che, seppur legittima, non sembra arrivare in un periodo davvero favorevole per qualsivoglia tipologia di riforma.

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Sciopero degli avvocati: No alla media conciliazione

Dal 16 al 22 marzo gli avvocati si asterranno da tutte le udienze per protestare contro l’entrata in vigore dell’obbligo della media conciliazione.

 

Il Blocco completo dell’attività forense è decisa dall’Oua, l’Organismo unitario dell’avvocatura, contro l’obbligatorietà della mediaconciliazione e la “rottamazione”della giustizia civile.

Nel mirino dei legali la novità che entrerà in vigore dal 21 marzo quando, prima di adire il tribunale o il giudice di pace sarà obbligatoria la preventiva visita presso uno degli organismi di mediazione accreditati dal ministero della Giustizia.

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