“Sei un insegnante precario della scuola? Sei disoccupato? Vuoi rimetterti in gioco e fare qualcosa di diverso? Contattaci, puoi vincere dieci anni di stipendio”.Questo è il messaggio dello spot che viene mandato in onda su Mediaset.
L’idea che Mediaset sta pensando è quella di un reality su canale 5 nel quale insegnanti precari sono chiamati a confrontarsi con concorrenti di reality andati in onda nel passato, scelti tra i più somari, tra quelli divenuti famosi per la loro ignoranza o incapacità di esprimersi in un italiano corretto.
Se per i concorrenti ‘vip’ l’obiettivo è quello di essere l’alunno più meritevole, per gli insegnanti il premio è 150 mila euro, ovvero dieci anni di stipendio. Il programma al momento è solo un progetto, ma i casting Mediaset per scegliere i concorrenti sono già iniziati.
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La disciplina del lavoro minorile è data dalla L. 977/1967, ridefinita dal D.Lgs 345/1999 che fissa un principio generale per il quale l’età minima di ammissione all’impiego deve coincidere con quella in cui cessano gli obblighi scolastici. La Costituzione Italiana all’art. 37 prevede che :” la Repubblica tutela il lavoro dei minori con speciali norme” e che “la legge stabilisce i limiti di età per il lavoro salariato.”
Sei un lavoratore in nero quando svolgi una qualsiasi prestazione lavorativa, in qualunque ambito a meno che non sia un’azienda familiare o uno stage e sei privo di un contratto di lavoro o di un contratto per fornire un servizio,oppure non hai una busta paga e vieni pagato in contanti risultando disoccupato.
La Toscana è la regione che registra una diminuzione degli incidenti sul lavoro rispetto alla media nazionale. Nel 2009, infatti, si sono registrati circa 39.000 infortuni, contro gli oltre 44.000 del 2008 circa l’undici, 3% circa in meno, di cui sessantatré mortali in rapporto ai settantotto nel 2008, cioè con un calo del 19,2% considerando che i dati del 2004 ne registravano novantasei.
La CGIL da sempre combatte la battaglia per far emergere il lavoro nero e lo sfruttamento dei giovani.
Analizzando i cambiamenti intervenuti in materia dal punto di vista legislativo, vediamo in che modo le madri lavoratrici autonome sono tutelate. Con la
Diversi sono i motivi che spingono le persone a proseguire l’attività lavorativa anche quando potrebbero godersi il meritato riposo.
In Italia “il paese del posto fisso”, risulta oramai che l’82% delle aziende offre al personale forme di lavoro flessibile.

17 Marzo 2011, festeggiamo i 150 anni dell’Unità D’Italia.