Assunzioni Garanzia Giovani, ecco come evitare il de minimis

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Il decreto del ministero del lavoro n. 385/2015, a modifica del decreto n. 1709/2014 sul noto programma operativo nazionale Garanzia Giovani, introduce alcune “scappatoie” per poter usufruire del bonus assunzioni Garanzia Giovani oltre soglia de minimis. In breve, per i giovani tra i 16 e i 24 anni, è necessario che l’assunzione determini un incremento occupazionale; nel caso di giovani tra i 25 e i 29 anni, oltre all’incremento occupazionale, è invece necessario che il giovane sia non essere retribuito da sei mesi, o non essere qualificato, o venire assunto in settori o professioni ad alta disparità uomo-donna.

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In cosa consiste il bonus assunzioni garanzia giovani

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Roberto Rais

Giornalista e promotore finanziario abilitato, profondo conoscitore delle tematiche del lavoro. Si occupa in principali modo di legislazioni, normativa ed approfondimenti. Si muove a suo agio nelle tematiche giuridiche ed economiche.
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Startup innovative, come sta andando?

Sono oltre 5 mila le startup innovative iscritte alla sezione speciale del Registro delle Imprese. Un numero forse meno elevato rispetto a quanto si potesse immaginare, e che risulta essere prevalentemente concentrato in Lombardia, dove sono iscritte più di 1.100 start up, Emilia-Romagna (579), Lazio (496), Veneto (379) e Piemonte (351). Ma quale bilancio è possibile trarre dell’andamento del comparto delle startup innovative?

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image by Goodluz

In primo luogo, è possibile ricordare come il dossier elaborato da Infocamere e aggiornato al 21 dicembre 2015 stia evidenziando la dimensione di un fenomeno che risulta essere in fase di crescita continua. Dunque, non ancora numeri da capogiro, ma pur sempre in grado di contraddistinguere un trend di sicuro apprezzamento.

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Roberto Rais

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Avvocati ammessi al patrocinio a spese dello Stato: tornano le tariffe

Il dm parametri (n. 55/2014) prevede margini di discrezionalità troppo ampi nei criteri e nella quantificazione dei compensi professionali degli avvocati ammessi al patrocinio a spese dello Stato. Ne consegue una forte divergenza in materia, l’incremento delle contestazioni e, di ulteriore conseguenza, dei tempi di liquidazione. Quanto basta per suscitare la necessità di rimettere mano alle tariffe degli avvocati, predisponendo i piani per un nuovo programma di calcolo che, in via “quasi” automatica, possa dare omogeneità a un comparto non certo così stretto e unitario come auspicato.

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image by Andrey_Popov

Per i motivi di cui sopra, il tribunale di Roma, il Consiglio dell’ordine degli avvocati di Roma, la Camera penale della stessa Capitale e l’Associazione nazionale forense locale, hanno siglato un protocollo di intesa che ha di fatto individuato una tabella di liquidazione standardizzata degli onorari degli avvocati ammessi al patrocinio a spese dello Stato degli imputati dichiarati irreperibili o irreperibili di fatto nonché degli insolvibili. Una iniziativa che potrebbe presto essere replicata su ampia scala, inducendo ad applicare delle tariffe standard, differenziate sulla base delle tipologie processuali, e con fattori correttivi da applicare nei casi in cui ricorrano determinate fattispecie processuali.

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Contributi Cig, calcolo sulla base della media dei lavoratori

Entro il mese di gennaio le aziende sono tenute a verificare se hanno superato la soglia di 50 dipendenti nel 2015, allo scopo di individuare l’aliquota di relativa ai contributi Cig per il 2016. A dichiararlo è l’Inps nel recente messaggio n. 24/2016, indicando che l’eventuale variazione deve essere comunicata tramite cassetto online. Ma quali sono i limiti dimensionali previsti per le aziende italiane? E come cambia la contribuzione per i nuovi ammortizzatori?

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image by Bruno D’Andrea

Il messaggio n. 24/2016 da parte dell’Inps richiama espressamente la precedente circolare n. 197/2015, che ha a sua volta evidenziato il funzionamento del nuovo sistema di welfare dopo la riforma Jobs act. Sulla base di tale patrimonio normativo (e informativo) l’Inps ha poi suggerito il da farsi per quanto concerne il calcolo dei contributi Cig da versare.

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Genitori che lavorano: nuove regole per le dimissioni

Nuove regole, e nuova modulistica, per poter convalidare efficacemente le dimissioni e le risoluzioni consensuali dei  genitori che lavorano. Dallo scorso 1° gennaio, infatti, gli uffici territoriali del Ministero del Lavoro, stanno invitando i lavoratori genitori di bambini fino a tre anni d’età, a compilare un nuovo modulo in cui devono attestare di essere a conoscenza di poter trasformare il rapporto da tempo pieno in part-time in base alla nuova facoltà introdotta dal Jobs act, fruendo così del congedo parentale su base oraria.

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image by Panom Pensawang

Ad annunciare la novità è una nota prot. n. 22350/2015 del ministero del lavoro, dalla quale è molto semplice cercare di capire quali siano le motivazioni di tale nuova modulistica sulla procedura c.d. di convalida delle dimissioni, obbligatoria per i lavoratori genitori in caso di dimissioni o di risoluzioni consensuali dal lavoro. Scopo ultimo del ministero è quello di verificare l’effettiva volontà dei genitori che lavorao di abbandonare il proprio posto e, in altri termini, che le dimissioni o la risoluzione consensuale non siano il frutto di alcun tipo di «condizionamento» del datore di lavoro.

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Aumento pensioni 2016: sarà solo per gli assegni più bassi

Il decreto ministeriale che anticipa la perequazione automatica, fissando un indice provvisorio che andrà conguagliato all’inizio dell’anno, ha previsto un indice di inflazione pari a zero. Ne consegue che l’aumento pensioni 2016 non ci sarà, fatto salvo per gli assegni rientranti nel limite di “tre volte il minimo” (sulla base della legge 109/2015), ai quali verranno invece corrisposti gli aumenti ridotti relativi al recupero dell’inflazione del 2012-2013 (Dl 65/2015), il cui blocco deciso dalla riforma Fornero è stato bocciato dalla Corte costituzionale lo scorso mese di giugno.

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image by Denis Vrublevski

Per quanto attiene il meccanismo della perequazione automatica di cui sopra, le pensioni vengono annualmente rivalutate sulla base del costo della vita. Per poter permettere all’istituto previdenziale di poter predisporre per tempo i mandati di pagamento, a fine novembre il Ministero effettua una previsione sull’andamento dell’inflazione, riportandone gli effetti sui trattamenti pensionistici, e riservandosi la possibilità di effettuare un conguaglio a fine anno, sulla base del dato effettivo.

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Sanatoria co.co.pro.: ecco come funziona

Dal 1 gennaio di quest’anno è scattata la possibilità, per le aziende committenti, di estinguere con effetto retroattivo gli illeciti amministrativi, contributivi e fiscali che sono connessi all’erronea qualificazione dei rapporti di lavoro autonomo sintetizzati comunemente come “co.co.pro“. Si tratta pertanto di una sorta di sanatoria per tutte quelle collaborazioni coordinate e continuative, e i rapporti con le partite Iva, avviati dal gennaio 2011 (o 2006, nel caso di denuncia del lavoratore agli istituti previdenziali). Ma in che modo? Il decreto attuativo del Jobs act n. 81 del 2015 prevede una sanatoria co.co.pro piuttosto generosa, ma non per tutti.

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image by pikcha

Tra i prerequisiti utili per l’ammissione, infatti, spicca il fatto che gli illeciti non siano stati accertati precedentemente alla volontà di regolarizzare gli errori (con accertamento magari effettuato mediante accessi ispettivi). In altri termini, così come avveniva – ad esempio – per l’istituto del ravvedimento, non è possibile procedere a sanatoria nel caso in cui gli ispettori abbiano già prodotto un accesso in azienda, con conseguente contestazione formale attraverso un verbale ispettivo.

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Quote rosa in azienda, la parità è ancora lontana

Sebbene qualcosa si sia mosso nel corso dell’ultimo anno, molto rimane ancora da fare per poter garantire una parità professionale tra uomini e donne. E se le quote rosa in azienda sono più significative di qualche anno fa, la distanza (remunerativa, e non solo) con la componente maschile è piuttosto netta.

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image by Stock-Asso

Ad affermarlo è la recente ricerca “When women thrive, business thrive” (tradotto, “Se le donne hanno successo, hanno successo anche i business”) realizzata da Mercer in vista del prossimo World economic forum di Davos. La ricerca, che ha coinvolto circa 650 multinazionali di fondamentale importanza globale, ha dunque un punto centrale di grandissima significatività, così riassumibile: solamente se le aziende inizieranno a promuovere le donne con maggiore talento e capacità, riusciranno a garantire una effettiva parità di genere e “aiutarsi” a superare le crisi.

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Cassa integrazione in calo del 34%

Stando a quanto affermano gli ultimi dati forniti dall’Inps, nei primi undici mesi dell’anno sarebbe stato affermato in modo chiaro e univoco il calo delle ore di cassa integrazione richieste dalle imprese: da gennaio a novembre il numero di ore è infatti pari a 634,8 milioni di unità, in flessione del 34% rispetto agli stessi 11 mesi del 2014.Nel suo dossier l’Inps ricorda inoltre come nel solo mese di novembre la contrazione tendenziale è stata del 38,5%, ed è dipesa essenzialmente dal crollo (-65,7%) della cassa ordinaria (presumibilmente, in principale virtù delle novità introdotte dal Jobs Act) e (-67,1%) di quella in deroga (il cui principale problema sarà legato, nel 2016, alla possibilità di usufruire di costanti finanziamenti da parte dello Stato).

Sembra invece essere stata più contenuta (-9,1% sull’anno) la riduzione della cassa straordinaria (la Cigs, per crisi più strutturate), denotando pertanto come effettivamente l’avvio della ripresa non stia producendo ancora effetti significativi, con diverse aziende tutt’oggi alle prese con complessi processi di ristrutturazione.

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Comunicazioni Inail: al via nuova fase di semplificazione

Le comunicazioni Inail si rinnovano. Con la circolare n. 88, diffusa qualche giorno fa, l’ente ha spiegato le novità relative al nuovo processo di semplificazione e dematerializzazione. Una novità prevista dall’art. 21, comma 1, lett. a, del dlgs n. 151/2015 che, con una modifica dell’art. 28 del Tu Inail (dpr n. 1124/1965), ha previsto l’obbligo della comunicazione telematica. Ma quali sono i passi in avanti in termini di semplificazione per i datori di lavoro e per tutti i soggetti interessati?

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Stando a quanto spiegato dall’Istituto in una circolare, la semplificazione introduce principalmente l’obbligo per l’Inail di comunicare le basi del calcolo del premio non più con l’inoltro delle stesse tramite posta elettronica certificata oppure, ove mancante o non attiva la casella Pec, tramite invio per posta ordinaria, ma rendendo disponibili gli stessi dati ai datori di lavoro sul proprio sito.

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Come usufruire del credito di imposta per l’assunzione di personale qualificato

Dal prossimo 10 gennaio 2016 risulta sarà possibile proporre istanze  per il riconoscimento del credito d’imposta del 35% per le assunzioni di personale altamente qualificato effettuato nell’anno 2014, esercizio per il quale sono state stanziate risorse pari a oltre 35 milioni di euro. Le richieste andranno presentate al Ministero dello Sviluppo Economico. Ma come poter usufruire nel concreto del credito di imposta? In che modo sarà possibile proporre le proprie istanze?

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Credito di imposta, richieste solo telematiche

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Call center, niente cassa integrazione in caso di nuove assunzioni

Torniamo anche oggi a occuparci dei call center. Dopo averlo fatto qualche giorno fa ricordando quali siano le tutele dei lavoratori che oeprano all’interno della struttura, nell’ipotesi in cui cambi l’operatore di riferimento, occupiamoci oggi del tema in relazione alla possibilità di accedere alla cassa integrazione guadagni straordinaria (CIGS), e la sua incompatibilità nell’ipotesi in cui il call center abbia fatto delle nuove assunzioni.

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image by Andresr

In altre parole – stando a quanto ricorda il ministero del lavoro nella circolare n. 31/2015, la situazione critica dal punto di vista economico finanziario – che permette di poter vantare il diritto agli ammortizzatori – deve risultare anche dal ridimensionamento o dalla stabilità dell’organico aziendale, essendo incompatibile con le nuove assunzioni prodotte dalla società.

Call center e CIGS

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Mail aziendale per scopi personali: ecco quando si rischia il licenziamento

La mail aziendale (o più precisamente email aziendale) deve essere utilizzata solo per scopi professionali. Tuttavia, la sua fruizione per scopi personali non è sufficiente per poter legittimare il licenziamento. Stando alla sentenza n. 22353/2015 della Corte di Cassazione, infatti, l’utilizzo a scopo personale della mail aziendale deve condurre a una sanzione proporzionata, che spesso non deve indurre a giungere al licenziamento, se la condotta del dipendente non ha prodotto danni seri e quantificabili all’azienda.

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image by Feng Yu

Dunque, la Cassazione non sembra supportare, a prescindere dall’analisi della fattispecie concreta, l’applicazione della massima sanzione nei confronti del dipendente che ha utilizzato a scopo personale l’email aziendale, suggerendo invece l’applicazione di una sanzione disciplinare conservativa. Se invece la condotta del dipendente ha prodotto un danno quantificabile e significativo, tale comportamento sarebbe determinante per poter giustificare il licenziamento per giusta causa.

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Incentivi fiscali per aziende al Sud: nuova sentenza della Cassazione

La Corte di Cassazione si è recentemente pronunciata circa la cattiva prassi che ha condotto diversi imprenditori a localizzare la sede della propria azienda nel Mezzogiorno d’Italia, con il solo scopo di usufruire degli incentivi fiscali appositamente predisposti per le imprese del Sud Italia (pur avendo delle attività su tutto il territorio italiano), e pianificati per cercare di diminuire il gap esistente tra i due estremi della Penisola.

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Il caso in esame di sentenza n. 45279/2015 riguarda un imprenditore che ha usufruito degli incentivi fiscali destinati alle strutture produttive ubicate nel Mezzogiorno, ma che – essendo a vocazione geografica diffusa – non avevano alcun radicalmente effettivo nel Meridione, nonostante la sede fosse stata attribuita a una città siciliana. Al di là della sede legale, infatti, la società non disponeva di alcuno stabilimento, linea di produzione, struttura amministrativa o operativa o, ancora, dipendenti in tutto il Sud Italia.

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Rinnovo contratto giornalisti, meno di 5 mesi per trovare l’accordo

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La Federazione italiana degli editori ha comunicato alla Fnsi la volontà di avvalersi dell’articolo 52 del Cnlg, che prevede che “qualora non venisse disdetto da una delle parti contraenti con lettera raccomandata almeno cinque mesi prima della scadenza (il contratto, ndr) si intenderà rinnovato di anno in anno”. Dunque, c’è tempo fino al prossimo 31 marzo 2016 per raggiungere l’accordo sul rinnovo contratto giornalisti: se così non fosse, dal 1° aprile in poi quello attuale non sarà più in vigore.rinnovo-contratto-giornalisti

Una simile presa di posizione – ricordava il quotidiano Italia Oggi del 4 novembre 2015 – ha messo in allarme le redazioni ma subito la Fnsi si è affrettata a pubblicare una precisazione nel suo sito, sottolineando che “la disdetta del contratto non significa rescissione della contrattazione collettiva, la cui validità è confermata dall’intero ordinamento giuridico e dalla stessa Costituzione. Tant’è vero che la Fieg ne ha confermato la validità chiedendo di intensificare il confronto”.

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Come funziona il nuovo part-time “elastico”

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Il decreto legislativo 81/2015 in materia di riordino dei contratti  contribuisce a introdurre un “nuovo” tipo di lavoro part-time, sicuramente più flessibile in seguito all’introduzione del Jobs act. Tra i tanti cambiamenti, ad esempio, il fatto che il datore di lavoro possa utilizzare il lavoro supplementare rispetto all’orario “parziale” pattuito o inserire clausole elastiche anche se manca una disciplina ad hoc nel contratto collettivo nazionale (Ccnl). Un cambiamento sostanziale che, tuttavia, potrebbe essere frenato dal timore di andare incontro a facili contenziosi in sede giudiziaria.

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Ma cosa cambia, nel dettaglio?

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Legge di Stabilità 2016: tutte le novità sul lavoro

La Legge di Stabilità 2016 promette di apportare una lunga serie di correttivi nel mondo del fisco e del lavoro. ma quali sono le principali innovazioni che tale ventata di novità normative è in grado di apportare? Nell’attesa che vengano forniti gli opportuni via libera, cerchiamo di capire un po’ di più cosa ci attende a partire dal prossimo 2016, in relazione a partite IVA, pensionati, universitari, part-time e tanto altro ancora.

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Legge di Stabilità 2016: Partite IVA e start up

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Lavoro accessorio e sostegno al reddito: la nuova circolare Inps

Negli scorsi giorni l’INPS ha diramato la circolare n. 170 recante disposizioni sulla compatibilità e cumulabilità del lavoro accessorio con le prestazioni del reddito, sulla base del recente d. lgs. 15 giugno 2015, n. 81, entrato in vigore il 25 giugno dello stesso anno e in grado di ridefinire il campo di applicazione e la disciplina sul lavoro accessorio, abrogando – tra l’altro – la precedente normativa che risaliva al 2003, con il d. lgs. 276/03. Ma quali sono le novità?

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image by Denis Vrublevski

Lavoro accessorio e prestazioni a sostegno del reddito

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Reti di impresa, crescita dinamica nel 2015

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Continua a crescere il numero di reti di impresa realizzate all’interno del territorio italiano. Una crescita che conferma l’interesse che le piccole e medie imprese della Penisola ripongono all’interno di questo strumento di collaborazione, e che sembra riguardare – pur con qualche differenziazione – tutte le macro aree italiane. Ma cosa sono le reti di impresa? E quali sono le attuali valutazioni effettuabili sul dinamico ritmo di incremento di tali contratti sul nostro mercato?

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image by maxuser

Cosa sono le reti di impresa

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Sfruttamento della manodopera, arresto e confisca obbligatori

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La bozza di decreto legge contro lo sfruttamento della manodopera vuole apportare delle norme severe ed urgenti contro il lavoro nero. Da una parte il provvedimento presenta un chiaro inasprimento delle sanzioni per l’intermediazione illecita e lo sfruttamento del lavoro (l’arresto diventa obbligatorio, contro la facoltatività prevista oggi), mentre dall’altra parte si prevede l’introduzione di alcune circostanze attenuanti al fine favorire la trasparenza del settore, abbattendo il muro di omertà che spesso riesce a rendere difficoltosi i controlli.

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Richard Thornton / Shutterstock.com

Le norme puntano pertanto a contrastare il triste fenomeno del c.d. “capolarato“, con datori di lavoro che sfruttano le condizioni di bisogno e di necessità dei lavoratori. Un fenomeno che, stando a quanto appena ricordato, non può che essere esploso durante il periodo della crisi economica, riguardando un crescente numero di immigrati, e una buona quota di italiani.

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