Perché un giovane italiano, neolaureato ed in possesso di un curriculum qualificato, decide di lasciare l’Italia per tentare la fortuna all’estero? Quanto spesso persone dal profilo appena descritto decidono di lasciare l’Italia per una scelta e quanto spesso, invece, questa partenza viene percepita come una soluzione di ripiego? E quando è possibile parlare concretamente di brain drain, di fuga dei cervelli nel senso stretto del termine? Ne abbiamo parlato con Angela Pastore, 29enne ingegnere lucana, fulgido esempio di cervello in fuga che ha trovato nel lavorare in Germania la soluzione ottimale a tutti i suoi problemi. Contrariamente, considera l’Italia un paese che non dà spazio ai giovani sin dall’inizio, omettendo anche un doveroso riscontro a chi cerca di accedere al mercato del lavoro.

Com’è nata l’idea di trasferirti in Germania?
L’idea di lasciare l’Italia è nata dall’esigenza di realizzarmi come professionista. In seguito a un lungo percorso di studi, obbligatorio per chi intende e desidera diventare ingegnere, ho cominciato l’iter di pubblicizzazione del mio profilo: attraverso internet, rispondendo ad annunci in tutta Italia, ma anche andando letteralmente a bussare “porta a porta” nella zona in cui risiedevo, la provincia di Bari. Nonostante tutto, però, non ho riscontrato alcun interesse. Avevo come l’impressione che le aziende e gli studi non fossero neanche incuriositi dal mio profilo. Ecco perché, ho deciso di realizzare quello che avevo in mente da tempo e di respirare l’aria di un paese che da sempre mi ha interessata.
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Giornalista. Lucana di nascita, cittadina del mondo per vocazione. Nutre una passione per la Semiotica ed è da sempre alla ricerca Del Senso.
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