Proroga cassa integrazione straordinaria, tutte le novità

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Il Ministero del lavoro ha diramato la circolare n. 1/2015 al fine di chiarire alcuni dettagli “oscuri” in merito alla proroga della cassa integrazione straordinaria, e precisando in tal proposito che la proroga 2015 della Cigs per cessazione attività, fino a 24 mesi, riguarderà solamente i piani avviati entro il 31 dicembre 2014 e nel limite di 60 milioni di euro. Ne deriva che le istanze di proroghe per il 2015 non potranno essere presentate. Cerchiamo tuttavia di approfondire il tema, chiarendo quanto accaduto con la legge di stabilità, e quanto spiegato più chiaramente del Ministero.

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Cassa integrazione, cosa ha previsto la legge di Stabilità

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Roberto Rais

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Rating di legalità, richieste in continua crescita

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Il rating di legalità, una “certificazione” attribuita alle imprese operative in Italia e registrate da almeno due anni, che si siano distinte per comportamenti particolarmente virtuosi sotto il profilo della correttezza giuridica e morale, continua ad attirare un folto numero di soggetti interessati, tanto da divenire un fenomeno che, nel corso del 2015, potrebbe finalmente trovare la sua piena maturazione. Ma quante sono state le richieste di ottenimento pervenute nelle scrivanie dell’Antitrust? Quale è la situazione attuale?

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Brevetti, al via le nuove regole

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Dallo scorso 2 febbraio sono entrate in vigore le nuove regole sui brevetti, sui marchi e sui disegni industriali, con possibilità di trasmettere online, direttamente al Ministero dello Sviluppo Economico, le domande relative. La nuova modalità si avvarrà della compilazione guidata, assistita e controllata dei moduli online, e consentirà in tempi rapidi di provvedere alla quantificazione e al pagamento delle tasse dovute tramite modello F24 e poter così interagire rapidamente con l’amministrazione.

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Brevetti, in cosa consistono le novità

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Aprire partita Iva con il vecchio regime dei minimi: ultimi giorni utili

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La scadenza dell’apertura della partita Iva con la fruizione del vecchio regime dei minimi era fissata il 31 dicembre 2014. Molti non sanno, tuttavia, che è ancora possibile aprire la partita Iva con tale regime agevolato, godendo di una finestra temporale “straordinaria” aperta “ufficialmente” dall’Agenzia delle Entrate in seguito all’intepretazione di alcuni disposti normativi che sembrano poter aprire una nuova speranza nei confronti di tutti coloro che non hanno ancora formalizzato la richiesta di apertura della stessa partita. Ma in che modo?

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Aprire partita Iva con il vecchio regime dei minimi

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Crescono le addizionali regionali Irpef, ecco tutti gli aumenti

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Secondo quanto afferma la Cgia di Mestre in un suo comunicato stampa, cinque regioni hanno incrementato le addizionali regionali Irpef, pur con meccanismi e aliquote diverse. In alcune ipotesi (come l’Abruzzo) le aliquote vengono infatti incrementate per tutta la popolazione, mentre in altre aree (come la Lombardia) l’incremento riguarda esclusivamente coloro che hanno un reddito superiore ai 100 mila euro. Cerchiamo comunque di fare un pò di chiarezza e, grazie ai dati forniti dall’associazione degli artigiani, interpretare quanto accadrà alle tasche degli italiani.

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Modelli Irpef e Iva 2015 disponibili sul sito dell’Agenzia delle Entrate

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Come ogni anno, l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato i modelli irpef definitivi, e allegate istruzioni, relativi alle dichiarazioni dei redditi Irpef (730, 770, CU) e Iva 2015. Le novità non sembrano mancare (dal bonus 80 euro al regime dei nuovi minimi): cerchiamo dunque di compiere una rapida panoramica sulla materia, individuando i principali spunti di interesse sui nuovi modelli di dichiarazione dei redditi e di dichiarazione della propria situazione in relazione all’imposta sul valore aggiunto.

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Modelli Irpef: il 730/2015

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Guida alla Certificazione Unica 2015

Tra le tante novità del 2015 vi è una innovazione particolarmente importante, che potrebbe condurre a una concreta semplificazione ed efficientamento delle comunicazioni tra i sostituti di imposta e i lavoratori: la Certificazione Unica 2015. Ma cosa conterrà questa certificazione in grado di sostituire il “vecchio” CUD? E quali sono i vantaggi che potrebbero derivare dall’applicazione della nuova certificazione? Cerchiamo di effettuare qualche piccolo approfondimento, chiarendo alcuni dei principali aspetti interrogativi della materia.

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Ravvedimento operoso 2015, ecco le novità

ravvedimento operoso

Il 2015 ha portato in dote qualche piccola (ma gradita) novità in materia di ravvedimento operoso, lo strumento grazie al quale sarà possibile sanare le irregolarità delle proprie posizioni con il fisco, prima che il lungo occhio dell’Agenzia delle Entrate ricada su di noi. Cerchiamo di comprendere in modo chiaro e trasparente cosa sia il ravvedimento, cosa sia cambiato nel 2015 e quali siano i margini di convenienza nell’approcciare quanto prima al nuovo ravvedimento.

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Cosa è il ravvedimento operoso

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Licenziamento per giustificato motivo soggettivo e oggettivo

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Sebbene il tema produca molta confusione, è bene non confondere l’ipotesi di licenziamento per giustificato motivo, dall’ipotesi di licenziamento per giusta causa. Cerchiamo dunque di fare chiarezza concentrandoci sul primo (che, contrariamente al licenziamento per giusta causa, produce ad esempio l’obbligo di preavviso per il datore di lavoro), distinguendo le fattispecie di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, da quelle di giustificato motivo soggettivo.

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Licenziamento per giustificato motivo oggettivo

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Partita Iva agevolata: cosa prevede il nuovo forfetario

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Il 2015 porterà in dote un nuovo regime fiscale “agevolato” per i soggetti persone fisiche esercenti attività di impresa (incluse anche le imprese familiari), arti o professioni, non in forma associata. Un regime “forfetario” con aliquota agevolata al 15%, che sta suscitando parecchie perplessità di convenienza soprattutto in coloro che avevano appena consumato il tempo utile per potersi orientare nel regime dei minimi, con aliquota al 5%. Ma cosa prevede la legge in merito? Cerchiamo di riassumere i punti fondamentali del provvedimento normativo che disciplina la Partita Iva agevolata per il 2015.

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Partita Iva agevolata: accesso, uscita, reddito

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Come funziona il licenziamento per giusta causa

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Il licenziamento per giusta causa è un provvedimento che è relativo alla cessazione del rapporto di lavoro, su volontà del datore di lavoro, conseguente ad un inadempimento del lavoratore giudicato talmente grave da non consentire la prosecuzione della relazione professionale, anche solo provvisoria. In altre parole, il licenziamento si può definire per giusta causa quando è motivato da un accadimento talmente significativo da far venire meno il vincolo fiduciario tra il datore di lavoro e il lavoratore, presupposto fondamentale per la sussistenza del rapporto di lavoro subordinato.

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Al di là di quanto previsto dalle normative ora in discussione, le fondamenta del licenziamento con giusta causa possono essere fatte risalire ex art. 2119 c.c., secondo il quale il datore di lavoro può recedere dal contratto di lavoro senza preavviso qualora si verifichi un fatto o un comportamento – anche diverso dall’inadempimento contrattuale – che non consenta la prosecuzione del rapporto di lavoro.

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Come cambia (forse!) il sistema delle pensioni

Nonostante la sua giovane età, la riforma delle pensioni varata con la legge Fornero sembra già essere in procinto di subire una corposa revisione. Merito della volontà di mandare in pensione, almeno parzialmente, un provvedimento che non è mai stato digerito dai lavoratori italiani e, soprattutto, da coloro che si stavano accingendo ad andare in pensione. Ma come cambierà, forse, il sistema pensionistico tricolore?

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L’idea principale del governo Renzi è quella di procedere verso una parziale marcia indietro, andando a costituire un parziale periodo “cuscinetto” nel quale sarà possibile andare in pensione con 41 anni di contributi, al di là dei limiti di età. Questa misura permetterebbe di consentire il pensionamento di tante persone che hanno già acquisito l’anzianità contributiva – ma non quella anagrafica – e, oltre modo, risolverebbe il problema degli esodati, senza tuttavia costringerli a rimanere senza lavoro e senza pensione per troppo tempo.

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Come funziona la social card 2015

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Mentre si parla (timidamente) di assegno di cittadinanza e di una revisione delle altre forme di sostegno, è bene ricordare che anche per il 2015 è in vigore la normativa che vi permetterà di mettere mano sulla social card, un sussidio economico che lo Stato rivolge a quelle famiglie che hanno dovuto – purtroppo – affrontare un problema di perdita di lavoro, con conseguenti situazioni di inoccupazione. Erogato ogni due mesi con un importo variabile, cerchiamo di saperne un pò di più!

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Importo della social card 2015

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Indennità di disoccupazione, come e quando presentare domanda

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L’indennità di disoccupazione può essere un valido aiuto nei confronti di tutte quelle persone che ritengono sia necessario procedere all’ottenimento di un sostegno economico per poter fronteggiare le fasi immediatamente successive alla cessazione del rapporto di lavoro subordinato. Ma in che modo poter proporre richiesta di indennità di disoccupazione? E da quando spetta l’indennità di disoccupazione? Cerchiamo di approfondire il tema, comprendendo come avanzare la domanda, e quale sia la decorrenza dell’indennità.

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Come presentare domanda per l’indennità di disoccupazione

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Disoccupazione agricola: a chi spetta e cosa prevede

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La disoccupazione agricola è un’indennità di disoccupazione riservata agli operai che lavorano in agricoltura, iscritti negli elenchi nominativi dei lavoratori agricoli. Vediamo dunque, in maggior dettagli, quali sono le categorie di lavoratori cui può essere indirizzata l’indennità di disoccupazione, le categorie escluse, quando e quanto spetti, in che modo presentare la domanda e quali sono le caratteristiche di tale prestazione, contribuendo in tal modo a chiarire la natura e il funzionamento di un sussidio particolarmente importante per i lavoratori agricoli che abbiano perso il proprio posto di lavoro.

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A chi spetta la disoccupazione agricola

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Diritto al reintegro e art.18: nuova sentenza della Cassazione

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In attesa che il Jobs Act prenda formalmente la luce modificando lo Statuto dei Lavoratori, la Corte di Cassazione ha avuto modo di esprimersi in maniera piuttosto interessante sull’art. 18 della l. 300/1970 e sul diritto al reintegro, specificando come il diritto sia esercitabile nella sola relazione alla verifica della sussistenza o insussistenza del fatto che è stato determinante per procedere al licenziamento stesso.

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Mandato a tempo indeterminato: cosa è e come funziona

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Nel ricco ambito dei rapporti di rappresentanza e di agenzia, particolarmente diffusi sono i contratti di mandato a tempo indeterminato, inquadrabili all’interno di quanto previsto dal nostro Codice Civile in materia di mandato, ovvero di quel contratto con il quale una parte si obbliga a compiere uno o più atti giuridici per conto di un’altra parte. Ma quali sono le caratteristiche del mandato? E, in particolare, come funziona il contratto di mandato a tempo indeterminato?

Caratteristiche del mandato a tempo indeterminato

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Indennità ordinaria di disoccupazione, come funziona

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L’indennità ordinaria di disoccupazione o, meglio, la ex indennità ordinaria di disoccupazione non agricola, è una tradizionale forma di sostegno in capo a tutti i lavoratori che hanno perso il proprio posto di lavoro per motivi non imputabili alla propria volontà. In questo nostro approfondimento, cerchiamo di capire a chi spetti l’indennità di disoccupazione, quali sono i requisiti per ottenerla, quale sia la decorrenza prevista dalla legge per tale prestazione, a quanto ammonti l’assegno dell’indennità suddetta, e quando si perde il diritto a ricevere la stessa.

A chi spetta l’indennità ordinaria di disoccupazione

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