Precariato: alcune riflessioni

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In questi anni il cambiamento nell’organizzazione del lavoro delle imprese, ha innescato un nuovo fenomeno sociale ed economico: il precariato.

Il precariato può essere oramai definito un dramma per la nostra società, perché ha interrotto numerosi diritti e tutele di tanti lavoratori, tramutandosi in uno dei mali del nostro tempo.

La precarietà del lavoro si è tradotta in una precarietà di vita per le nuove generazioni cui sono stati negati i diritti fondamentali: progettare il proprio futuro, farsi una famiglia, avere una vita economica per andare avanti e la possibilità di poter costruire una pensione per una vecchiaia serena.

Non possiamo fare a meno di chiederci il perché di tutto questo.

Quali sono le cause del precariato? Quale futuro ci attende?

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Ricercatori: quale destino dopo la riforma

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Nei giorni scorsi abbiamo visto protestare numerosi ricercatori insieme agli studenti contro la riforma Gelmini. La protesta ha coinvolto tutti gli Atenei più importanti del nostro Paese. La necessità di una riforma che renda le nostre Università dei centri di eccellenza basati su un sistema  meritocratico, con regole capaci di premiare con equità l’impegno di studenti e professori  è un processo indispensabile che non può sicuramente essere rinviato.

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Il lavoro è bianco…. il lavoro è nero

Il lavoro è bianco quando vai a cercarlo e sai che saranno valutate le tue competenze, capacità, voglia di fare e potenzialità.

Il lavoro è nero quando vai a cercarlo e sei in coda perché non fai parte di uno scambio clientelare o di un circuito di favore politico.

Il lavoro è bianco quando i sindacalisti fanno riunioni, incontri e trattative nelle officine, tra gli operai, nelle manifestazioni, tra i precari, con gli impiegati da 1.000 euro al mese e le mamme lavoratrici.

Il lavoro è nero quando i sindacalisti fanno riunioni, incontri e trattative solo nei salotti politici e negli uffici dirigenziali dei capitani d’industria.

Il lavoro è bianco quando puntualmente vieni retribuito.

Il lavoro è nero quando puntualmente devi implorare di avere ciò che ti spetta di diritto e poi ringraziare con mezzo sorriso ed inchino.

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La cooperazione sociale: una strada per combattere la disoccupazione e favorire l’integrazione

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In questi ultimi anni l’interesse verso la cooperazione sociale è notevolmente aumentato, poiché questo modello di impresa sociale ha permesso l’inserimento di persone svantaggiate escluse dal mercato del lavoro , di poter trovare in tal modo un’occupazione duratura. L’esperienza Italiana delle cooperative sociali offre una via con delle soluzioni interessanti. Le cooperative sociali sono sia imprese che accolgono persone in difficoltà e offrono loro l’opportunità di un inserimento nel mondo del lavoro, sia imprese che gestiscono servizi socio-sanitari ed educativi. Il termine cooperativa sociale comprende quindi due realtà molto diverse. Il loro essenziale punto in comune è di permettere ai lavoratori retribuiti , che assicurano lo svolgimento dei lavori quotidiani, di essere anche soci.

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Candidatura e registrazione al sito… troppo difficile?

e-mail inviata alla rubrica “La posta di Bianco Lavoro” (info@biancolavoro.it)

Ieri ho letto una interessante offerta su Bianco Lavoro per una mansione impiegatizia. Poiché non sono registrata al sito, cliccando su “candidati subito” non sono riuscita ad allegare il mio CV ma mi si chiedeva la registrazione.

Sono iscritta a tantissimi siti e queste registrazioni sono spesso lunghe e laboriose, ho quindi evitato di farla ed ho contattato al telefono l’azienda (il numero l’ho trovato sempre su internet) per chiedere una e-mail per spedire il CV.

Questa signora che ha risposto mi ha chiesto perché non avessi fatto la candidatura attraverso il sito, ed io ho risposto con sincerità che la registrazione è lunga e laboriosa e preferivo mandare una e-mail.

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Neo-mamma al lavoro con bebè in braccio. Ma per lei è semplice… è un’eurodeputata italiana.

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La notizia ha spopolato negli ultimi giorni sulle testate di tutta Europa, una eurodeputata italiana, l’on. Licia Ronzulli, si è presentata in aula con la sua bimba di 40 giorni in braccio, proprio durante le votazioni per estendere il periodo di maternità obbligatoria.

Ed è così diventata il “simbolo” di questa riforma guadagnando apprezzamenti ed ammirazione dai suoi onorevoli colleghi.

Ma a questo punto è doveroso fare alcune riflessioni. Il lavoro di parlamentare europeo è sicuramente compatibile con lo status di “mamma”peccato però che la stragrande maggioranza degli altri lavori delle donne italiane non lo sia; peccato anche che l’attuale situazione delle donne e delle mamme in Italia sia tra le più disastrose in Europa.

Ve la immaginate una mamma operaia con la figlioletta in braccio che lavora sulla catena di montaggio o su una macchina cucitrice? Oppure una mamma segretaria che con bebè in braccio per otto ore alla scrivania risponde al telefono e gestisce agende? O una mamma precaria che svolge il suo contratto a progetto con la bimba nel marsupio? O peggio ancora una mamma in cerca di occupazione che si presenta ad un colloquio con passeggino e biberon al seguito?

Io sinceramente no! Il problema è proprio che le vere mamme in Italia sono queste, non le parlamentari…

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Operaio albanese muore sul lavoro, la famiglia ha diritto ad un risarcimento 10 volte inferiore rispetto alla norma.

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Appena letta la news, ho pensato ad uno scherzo di cattivo gusto, oppure ad una “esagerazione” giornalistica… ed invece tutto vero. Un operaio albanese è morto sul lavoro lavorando per una ditta italiana in Spagna, il tribunale di Torino risarcirà i familiari con cifre 10 volte inferiori a quelle che sarebbero state se fossero stati italiani e non albanesi. Motivazione: il costo della vita in Albania è molto basso, per cui dare dei risarcimenti con cifre “italiane” significherebbe per i familiari “ingiusto arricchimento”.

È uno di quei casi in cui ci si vergogna di essere italiani e contemporaneamente ci si rende conto del perché sui temi più delicati siamo lo zimbello dell’Europa.

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Lettera di presentazione: questa sconosciuta! Oltre il 95% le lettere “sbagliate”

Su un campione di 15.000 candidature inviate negli ultimi tre mesi ad oltre 4.000 offerte di lavoro differenti, l’Osservatorio Bianco Lavoro (divisione di biancolavoro.it con compiti di analisi e statistiche sul mercato del lavoro) ha analizzato le relative lettere di presentazione. Il risultato è devastante: solo 705 (appena il 4,6% quindi) sembrano scritte in maniera corretta.

I criteri usati per definire una “lettera di presentazione” corretta sono stati:

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Quanto deve pesare il Curriculum in kb?

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Molto spesso si parla di CV e si discute su come prepararlo, impostarlo e magari presentarlo, quasi mai si approfondiscono invece gli aspetti “tecnici” del nostro bel file Curriculum, eccone uno:

Che dimensione deve avere il CV in termini di kb?

Su Bianco Lavoro abbiamo notato che ogni giorno il software di caricamento file respinge circa il 10% dei CV caricati perché “troppo grandi”, eppure il sistema informatico è settato per accettare CV anche 5 volte più pesanti dello standard. Cosa succede allora? Succede che molti confondono la “lunghezza” del CV con il suo “peso”, non sono rare infatti le mail che ci arrivano del tipo “il sistema dice di ridimensionarlo, ma è solo 2 pagine”!!!!

plurale curriculum

Quanto deve pesare un buon CV:

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Prima di inviare una candidatura online… rifletti! La qualità paga molto più della quantità.

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Nell’era “pre-internet” candidarsi alle offerte di lavoro era veramente molto faticoso, richiedeva tempo ed aveva anche dei costi… chi lo ricorda? Bisognava aspettare il giorno in cui sui vari quotidiani venivano pubblicate le offerte, analizzarle una ad una, stampare il CV e la lettera di presentazione, imbustare, affrancare ed infine andare ad imbucare. A quel punto ci si affidava alle Poste Italiane che in qualche giorno avrebbero recapitato la nostra candidatura.

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Quando l’estate finisce nel mio paese.

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Resoconto di fine estate in una località turistica del Sud Italia

Quando si restringono le file di ombrelloni e la spiaggia alleggerita di bagnanti e si incontrano file di esseri umani cariche di bagagli sulla strada che porta alla fermata degli autobus, allora vuol dire che anche il lavoro è finito.
Chiudono le piccole e grandi imprese. Serrano le porte i ristoranti all’aperto, le tante pizzerie, i residence, gli alberghi.

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500 hostess pagate per fare da pubblico ai discorsi di Gheddafi, così vogliamo lavorare per ottenere la reale parità dei sessi in Italia?

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La notizia impazza su tutti i media ed i TG ne parlano quasi come una situazione particolare e divertente: 500 hostess sono state reclutate e retribuite da una agenzia specializzata per partecipare come ospiti ad un incontro con il dittatore libico Gheddafi a Roma.

L’incontro vi è stato, l’agenzia ha fatto bene il suo lavoro, ha reperito tutte le ragazze richieste ed il dittatore ha potuto fare al folto pubblico femminile pagato i suoi discorsi, invitando (tra le altre cose) le ragazze a convertirsi all’islam e sposare un uomo libico.

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Servizio INPS Risponde: tanta superficialità e zero risposte

E’ arrivata la risposta tramite il servizio “INPS Risponde” al quesito che avevamo fatto il 13 luglio e di cui parlavamo alcuni giorni fa… la risposta è talmente ridicola e superficiale da dimostrare quanto poco INPS “curi” i propri contribuenti.

A voi giudicare:

Testo del nostro quesito inserito il 13 luglio 2010 nel sistema “INPS Risponde” ):

Buongiorno,

la mia richiesta è relativa alla compatibilità tra: richiesta indennità disoccupazione ordinaria e lavoro autonomo con Partita Iva.

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Le aziende più ambite dai futuri manager ed ingegneri

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In base ad un sondaggio condotto dal TRENDENCE INSTITUT di Berlino fra settembre 2009 e gennaio 2010 su un campione di circa 10.000 laureandi italiani in economia ed ingegneria è emerso che la futura classe dirigente ha le idee ben chiare.

Per i futuri ingegneri, l’azienda più ambita è la GOOGLE (13.3%) seguita da ENEL (11,3%) e da APPLE (10,8%).

Declassate Eni (da 2a a 6 a), Ferrari (da 3 a a 7 a) e Fiat (da 7 a a 9 a ).

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Lavori socialmente utili: cosa sono e come accedervi

In questo periodo caratterizzato da una forte recessione economica e da crisi nei settori lavorativi, è indispensabile conoscere ogni possibile opportunità di impiego.

Non tutti sanno infatti, che i lavoratori disoccupati e privi di trattamento previdenziale possono accedere ai cosiddetti lavori socialmente utili.

Tale tipologia di rapporto di lavoro si divide in:

    • lavori di pubblica utilità (mirati alla creazione di occupazione in nuovi bacini d’impiego);

    • lavori socialmente utili (mirati alla qualificazione professionale in settori innovativi e alla realizzazione di progetti con carattere straordinario);

    • attività socialmente utili (attività realizzate da percettori di trattamenti previdenziali).

 

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Subordinazione e contratto a progetto, assolutamente non compatibili

Istruzioni pratiche per trasformare il contratto a progetto in lavoro subordinato a tempo indeterminato e, in caso di cessazione del rapporto, per ottenere il pagamento delle differenze.

Art. 62 e 69 Decreto Legislativo n. 276/2003 – La tutela del lavoro – Contratto a progettto

Come evidenziato da diversi interventi èuniversalmente noto che il contratto a progetto sia oggi utilizzato dalle aziende operanti in Italia con lo scopo di aggirare la normativa ordinaria prevista per l’assunzione del personale mediante contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato.

In estrema sintesi, le aziende propongono (o impongono) ai lavoratori la sottoscrizione di contratti a progetto in sostituzione di contratti di lavoro subordinato a tempo indeterminato con il fine di ottenere diversi benefici tra cui:

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Passa il decreto sulla conciliazione: le strade per diventare Conciliatore Civile

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Mediazione: cos’è e che possibilità apre.

Il 26 maggio 2010 è passato al Senato, in via definitiva, il decreto legislativo n. 1082-B che, tra le altre disposizione volte per la maggior parte alla semplificazione burocratica, delega il Governo all’introduzione in via definitiva della conciliazione civile e commerciale. Il Governo entro 6 mesi dovrà introdurre questa “nuova figura” negli iter burocratici in materia di mediazione civile e commerciale.

Di che cosa si tratta?

La definizione di conciliazione recita così: “La conciliazione è un mezzo non contenzioso di composizione delle controversie”. Nella pratica applicando queste nuove direttive parlamentari molte delle cause civili e commerciali potranno essere risolte senza ricorrere al giudice. Rivolgersi ad un conciliatore significa poter “mediare” la controversia trovando un accordo tra le parti. Ed è proprio questa la funzione principale di questa nuova figura: la mediazione. La sua funzione è quella infatti di accompagnare le parti verso una negoziazione “pacifica”.

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Donne manager si, ma senza dichiararne l’età. Perchè?

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Esiste una rubrica sul Corriere della Sera che viene pubblicata ogni venerdi: “Cambi di Poltrona”.

Ogni settimana una lista con breve biografia (ed alcune foto) di una quindicina di nuovi manager assegnati ad importanti poltrone direzionali delle aziende più importanti operanti in Italia.

Vi è però una stranissima regola in questo elenco: di tutti gli uomini manager è indicata l’età subito dopo il nome, delle donne mai. Come mai?

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Il mobbing sul posto di lavoro: cosa è e come difendersi

Un milione e mezzo di lavoratori su 21 milioni di occupati in Italia è vittima del mobbing (monitoraggio Ispesl). È un fenomeno diffuso in tutti i paesi cosiddetti occidentali ma negli ultimi anni, i dati delle varie ricerche stanno riportando risultati allarmanti. Forse questo fenomeno è sempre esistito e nessuno gli aveva dato un nome o forse veramente sta prendendo piede in maniera massiccia solo negli ultimi anni. In qualunque caso non va sottovalutata l’entità di questo problema sociale che turba la vita di moltissimi onesti lavoratori.

La cosa peggiore di questo fenomeno è l’omertà che lo circonda. Purtroppo, infatti, il lavoratore “colpito” da mobbing è spesso lasciato solo dalle istituzioni ma soprattutto messo in disparte dai colleghi che lo isolano nella speranza di non venir coinvolti anche loro in questo processo.

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Pubblica amministrazione e Fannulloni: ecco perché il ministro Brunetta fino ad ora ha fallito!

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E’ vero ammettiamolo, quanti di noi all’inizio non hanno visto in Brunetta un eroe nella vendetta verso quei dipendenti pubblici che tanto spesso ci fanno penare, con le loro lungaggini, incompetenze, assenteismi, inutili burocrazie?

Tutti gli italiani e con cadenza periodica devono scontrarsi con quella macchina infernale che è la Pubblica Amministrazione, pronta a “punire” e “sanzionare” quando il cittadino è in difetto, ma quasi sempre assente ed indifferente quando si chiede aiuto.

Quanti giovani aspiranti imprenditori sono stati scoraggiati dall’avvio di una piccola realtà imprenditoriale dopo aver peregrinato in cerca di supporto ed informazione in sedi della Camera di Commercio, Agenzia delle Entrate, INPS, etc….

 

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