Lavoro Over 40: intervista ad Armando Rinaldi, socio fondatore di ATDAL

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Perché il lavoratore Over 40 rischia di essere espulso dal mondo del lavoro? Quali sono le ragioni che ne impediscono la valorizzazione ed un rapido ricollocamento? E quali sono gli strumenti a disposizione di questa tipologia di lavoratore per tutelarsi e fronteggiare l’espulsione dal mondo del lavoro, trasformando una perdita in un’opportunità? Lo abbiamo chiesto ad Armando Rinaldi, che nel 2002 ha fondato a Milano l’associazione ATDAL Over 40, osservatorio e punto d’incontro fra persone e idee, che si propone di informare e sensibilizzare utenza e istituzioni sulle tematiche legate alla disoccupazione adulta ed al lavoro Over 40. Per un sostegno a tutti quei lavoratori troppo giovani per la pensione, troppo vecchi per lavorare.

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Marika Nesi

Giornalista. Lucana di nascita, cittadina del mondo per vocazione. Nutre una passione per la Semiotica ed è da sempre alla ricerca Del Senso.
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Lavorare come casting director: intervista al Nastro d’argento Pino Pellegrino

In quanti sognano di lavorare nel mondo del cinema? Sicuramente, in tanti, soprattutto tra i giovani. Davanti alla macchina da presa ci sono gli attori, ma dietro non c’è solo il regista. Svariate professioni d’eccellenza contribuiscono alla riuscita ed al successo di un film. Tra queste il casting director è senza dubbio tra le più importanti. Ma cosa fa esattamente un casting director? E come si arriva a conquistare un ruolo così rilevante e di responsabilità? Lo abbiamo chiesto appunto ad un’eccellenza, tutta italiana: Pino Pellegrino è casting director di lungo corso, nonché vincitore lo scorso giugno del Nastro d’Argento 2014 per il film “Allacciate le cinture” del pluri-acclamato Ferzan Ozpetek (con il quale aveva già collaborato in passato). Ecco cosa ci ha detto.
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Alessandra Solmi

Dall’impavida Emilia Romagna. In un paese tremendamente complicato come l’ Italia fare i giornalisti può essere molto, molto stimolante. Il mio capo dice di me che i collegamenti che “tiro fuori” esulano dalle possibilità dei comuni mortali. Non ho mai capito se prenderlo come un complimento o no.

Scegliere una password: ecco le peggiori 25 del 2014

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Scegliere una password sicura non è una cosa così semplice. Però non è nemmeno un’impresa impossibile. Basta infatti un po’ di attenzione e due minuti di tempo per impostare una password che renda la vita molto difficile ad eventuali ladri di account (e di dati). L’azienda americana Splashdata ha stilato un elenco delle 25 password meno sicure scelte da circa 3,3 milioni di utenti, i quali rischiano, molto più di altri, di veder violati i loro accessi personali. Eventuali conseguenze, non sarebbero ovviamente di poco conto. Ecco quali sono state le peggiori 25 password del 2014.

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Angelo Sanna

Giornalista, ho iniziato ad occuparmi di lavoro dopo averlo cercato per anni.
Mettere in luce i lati nascosti dell’intero sistema, soprattutto quelli positivi (sì, ce ne sono e anche tanti), la considero una vera e propria missione.

Come cambiare lavoro quando ti senti scoraggiato e deluso

Il tuo lavoro non ti piace. Anzi, lo odi. È arrivato il momento di una svolta. Ma come fare? Ti senti scoraggiato perché questo non è certo il periodo migliore per cambiare lavoro. Per non parlare della delusione che provi ogni volta che ne parli con qualcuno. Tutti ti consigliano di lasciar perdere, di rimanere dove sei e non sognare troppo.

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Tutti buoni consigli, se una volta che avrai lasciato il tuo lavoro ti farai abbattere dallo scoramento e ti ritroverai in una “terra di nessuno” piena di dubbi e rimpianti. Per evitarti questa pena abbiamo raccolto alcuni consigli che ti aiuteranno nel difficile passaggio da un lavoro ad un altro. Speriamo ti siano d’aiuto.

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Lavorare come un mulo, significato

Tra le tante espressioni di utilizzo comune nella nostra complessa lingua, ce n’è una (anche se non è la sola ovviamente) che ben si sposa con il tema centrale del nostro sito: il lavoro. Stiamo parlando appunto dell’espressione: “lavorare come un mulo“.mulo

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Giancarlo Sali

Scrittore e Giornalista 33enne di Roma che vive per affermare: “La scrittura rende le persone libere”

Assunzioni FIAT Melfi: in arrivo 1.500 posti di lavoro

Fiat lavora con noi

Annunciato proprio in questi giorni da Sergio Marchionne l’arrivo di nuove assunzioni FIAT Melfi. Durante i prossimi tre mesi, infatti, la casa automobilistica assumerà ben 1.500 persone nello stabilimento produttivo in Basilicata, dove vengono prodotti i due nuovi modelli di Jeep Renegade e di Fiat 500X.

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Daniela Restelli

Laureata in Sociologia, esperta in ambito Risorse Umane. Mi occupo della sezione Offerte di lavoro e Concorsi. Profilo linkedin

Disoccupazione adulta: perché se ne parla così poco?

Va bene che la crisi perdurante è riuscita anche a spostare parzialmente l’attenzione dei media sulla disoccupazione adulta, ma di quest’ultima se ne parla sempre troppo poco. Perché accade? Per quale oscura ragione il problema di chi perde il lavoro a 40-50-60 anni è molto meno trattato della disoccupazione giovanile? Una possibile risposta sta forse già in quel “40-50-60”. Il discorso sulla disoccupazione adulta lo avevamo già affrontato qualche tempo fa, lanciando un paio di proposte ed accennando alle forti diversità tra un disoccupato quarantenne e uno cinquantenne o sessantenne e parallelamente, al fatto che molto spesso tali differenze non vengano minimamente prese in considerazione. Che un individuo perda il lavoro a 38 anni o a 62 , è comunque un “adulto” rimasto senza un impiego. In pratica la disoccupazione adulta viene quasi sempre percepita come una sorta di monoblocco in cui rientrano a prescindere tutti quelli che hanno perso il lavoro (e ne cercano un altro) sopra i 35 anni.

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Sui giovani c’è sempre molto da dire

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Angelo Sanna

Giornalista, ho iniziato ad occuparmi di lavoro dopo averlo cercato per anni.
Mettere in luce i lati nascosti dell’intero sistema, soprattutto quelli positivi (sì, ce ne sono e anche tanti), la considero una vera e propria missione.

Il dramma invisibile della disoccupazione dei singoli

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Qualche giorno fa il giornalista Paolo Morelli ha pubblicato un post su Facebook che tra le altre cose recitava così: “Ma i diritti di una massa di lavoratori che perde il lavoro (o che comunque imbocca un percorso di rischio professionale) valgono più di quelli dei tantissimi singoli che soffrono dello stesso disagio?” Già, ai “singoli” chi ci pensa? “Centocinquanta, duecento, quattrocento persone in blocco che piombano nella nera difficoltà, essendo molte, attirano l’attenzione delle istituzioni e dei media – continua il post del giornalista – e sono perciò affiancate nella lotta per la propria sopravvivenza lavorativa: va benissimo. Invece i singoli? Loro devono morire di stenti sotto i ponti?”

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Angelo Sanna

Giornalista, ho iniziato ad occuparmi di lavoro dopo averlo cercato per anni.
Mettere in luce i lati nascosti dell’intero sistema, soprattutto quelli positivi (sì, ce ne sono e anche tanti), la considero una vera e propria missione.

Come gestire un collega “bullo”

Quando un collega si comporta in maniera insopportabile, cercando di rendere il tuo lavoro impossibile, è difficile mantenere i nervi saldi e trovare una soluzione razionale. Spesso le alternative si riducono a due: soccombere oppure combatterlo con le sue stesse armi. Non si tratta solo di avere a che fare con un collega poco simpatico, ma anche di dover affrontare una persona che fa di tutto per sabotare il tuo lavoro. Quindi noi di BiancoLavoro abbiamo pensato di darti alcuni suggerimenti su come affrontare questi colleghi difficili.

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Come gestire un collega tonto, ma tonto per davvero

Non possiamo sempre decidere con chi lavorare. Anzi, non lo possiamo decidere quasi mai. Tra i colleghi più fastidiosi ci sono sicuramente quelli tonti, ma tonti per davvero. Gente che se avesse a portata di mano una sega, farebbe esattamente come il tizio dell’immagine qui sotto: si taglierebbe un braccio. Quindi ecco alcune strategie che potete mettere a punto nella gestione dei vostri rapporti con questo tipo di collega.

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Offerte di lavoro per esperti IT da Telecom Italia

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Numerose opportunità di lavoro per esperti IT con Telecom Italia S.p.A. Le assunzioni sono previste in diverse città d’Italia, nello specifico a: Roma, Milano, Torino, Mestre, Bologna, Napoli e Palermo. Vediamo insieme quali sono i profili ricercati dall’azienda.

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Daniela Restelli

Laureata in Sociologia, esperta in ambito Risorse Umane. Mi occupo della sezione Offerte di lavoro e Concorsi. Profilo linkedin

5 tipi di capo che ti fanno uscire di testa (e dei buoni consigli su come trattarli)

Tutti noi abbiamo dei problemi nella relazione con alcune persone. Ma quando questa persona è il nostro capo, bisogna iniziare a preoccuparsi per davvero. Ci vuole strategia per non soccombere nel rapporto conflittuale con il proprio capo. Quindi qui di seguito offriamo alcuni identikit di “capi impossibili” e delle buone tattiche per risolvere i tuoi problemi con loro. Spero che nessuno di questi sia il tuo caso, ma purtroppo non si sa mai.

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7 trucchi per cavarsela ad un colloquio di lavoro

Come cavarsela quando a volere un lavoro siete in 52 e la maggior parte dei tuoi concorrenti è più preparata di te? Semplice: devi avere qualcosa di unico, qualcosa che ti faccia emergere sugli altri. Qua ti consigliamo 7 strategie per emergere sulla concorrenza ad un colloquio di lavoroNota bene: nessuna di queste strategie funzionerà se usata singolarmente. Il trucco è…mixare i trucchi! Anche perché solo così potrai essere ragionevolmente certo che la tua tattica sia originale e non identica a quella di tutti gli altri.

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Come i problemi aziendali colpiscono i lavoratori

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I lavoratori risentono dei problemi aziendali? Ovviamente sì. Un’impresa con i conti in rosso, ad esempio, non può che destare preoccupazione nei suoi dipendenti che rischiano di rimanere senza lavoro. Ma questo è un caso limite, ci sono molte altre situazioni in cui il clima aziendale colpisce indirettamente i lavoratori. Vediamo come.

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Problemi aziendali e problemi economici

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Angelo Sanna

Giornalista, ho iniziato ad occuparmi di lavoro dopo averlo cercato per anni.
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Incontro tra domanda e offerta di lavoro, parliamone un po’ (2 parte)

Recentemente abbiamo pubblicato un focus sull’incontro tra domanda e offerta di lavoro, o per meglio dire sulle ragioni tecnico-numeriche per le quali esso non avviene così spesso come dovrebbe, inficiando i livelli occupazionali. Questi ultimi infatti, restano spesso bassi non solo per una mancanza strutturale del lavoro in sé, ma anche perché sul mercato ci sono decine di migliaia di lavoratori, magari anche bravissimi, che però hanno caratteristiche e competenze che non corrispondono alla domanda di lavoro delle aziende. Proviamo a fare un altro passo: perché queste “caratteristiche e competenze” non corrispondono? Bella domanda. Come accennato nel precedente post le ragioni sono quantitativamente incalcolabili, ma qualcosa, pur di assolutamente parziale, si può dire lo stesso.Incontro-tra-domanda-e-offerta

Incontro tra domanda e offerta: le agenzie del lavoro

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Angelo Sanna

Giornalista, ho iniziato ad occuparmi di lavoro dopo averlo cercato per anni.
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L’ incontro tra domanda e offerta di lavoro, parliamone un po’ (1°parte)

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L’assenza cronica di lavoro è aggravata dal mancato incontro tra domanda e offerta. Più semplicemente, un numero maggiore di individui avrebbe un posto di lavoro, se tale incontro avvenisse più spesso.

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Ma cos’è, precisamente, l’ incontro tra domanda e offerta di lavoro? E perché è così complicato? Chissà in quanti si saranno fatti queste e mille altre domande a riguardo. Proviamo a dare qualche risposta. Innanzitutto va detto che in tempi di crisi permanente, il lavoro effettivamente manca. Con questo s’intende che la domanda quantitativa di lavoro delle imprese, vale a dire il numero di lavoratori richiesti dalla totalità delle aziende in attività, non è in grado di coprire totalmente l’offerta, ovvero quel numero è inferiore a quello della somma degli individui alla ricerca di un impiego.

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Angelo Sanna

Giornalista, ho iniziato ad occuparmi di lavoro dopo averlo cercato per anni.
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Precari: perchè alcuni datori di lavoro li preferiscono?

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precariAbbiamo già parlato degli effetti del lavoro precario sia sulla psiche dei lavoratori che sulla loro efficienza e produttività . Oggi invece ci concentreremo sull’altro lato della barricata, quello dei datori di lavoro. Certo non tutti, ma alcuni tra questi ultimi sono spesso inclini ad assumere personale su basi contrattuali non stabili, ovvero lavoratori precari perché? C’è un discorso economico, sicuramente, ma anche gli svantaggi legati, ad esempio, al turnover. Qui cerchiamo di dare alcune risposte a questa domanda.

Precari e flessibilità

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Angelo Sanna

Giornalista, ho iniziato ad occuparmi di lavoro dopo averlo cercato per anni.
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