Lavorare in tv dietro le quinte: gli sceneggiatori di soap e serie

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Come nascono le storie che appassionano ogni giorno milioni di telespettatori? Chi le scrive? Quanto guadagna uno sceneggiatore televisivo? Non pochi creativi ambiscono a lavorare in tv dietro le quinte.  Nel panorama della fiction italiana, la soap opera occupa un posto importante, sia per i costi notevolmente inferiori a quelli di una serie o di una miniserie tv (basti pensare ai 13.170.000 euro tanto il costo complessivo delle 250 puntate di ‘Un posto al sole’, la celebre soap di Rai 3, contro i 12.800.000 euro delle 12 puntate di ‘E’ arrivata la felicità’ di Rai 1), sia per la mole di persone che ci lavorano, tra staff creativo e tecnico.Vediamo nel dettaglio quali sono i professionisti che operano dietro le quinte di una soap o di una serie, a partire proprio da chi inventa e scrive le storie, come funziona una redazione, quali sono i compiti e i ruoli assegnati.

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image by bioraven

Proprio perchè la soap è un prodotto di lunga serialità, che va in onda tutto l’anno, 5 giorni su 7, dal lunedì al venerdì, e che richiede quindi tempi di scrittura e di produzione serratissimi, il reparto sceneggiatura funziona un po’ come una grossa catena di montaggio in cui ognuno ha, deve avere, un posto e un ruolo preciso. È una vera e propria piramide con gerarchie ben definite.

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Lavorare coi malati di Alzheimer: l’impareggiabile sensibilità del medico

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La professione del medico è indubbiamente tra le più complesse ed articolate in senso assoluto. Chi però si occupa di persone affette da demenza ed in particolare dei malati di Alzheimer è necessariamente una figura particolare, diversa dalla maggior parte degli altri medici. Per lavorare coi malati di Alzheimer bisogna possedere, anche sul piano umano, qualità caratteriali in un certo senso uniche.  Lo ha spiegato a Bianco Lavoro Magazine, nei minimi dettagli e con una passione decisamente rara da trovare, la Dott.ssa Sara Fascendini, responsabile del reparto Alzheimer del Ferb di Gazzaniga (Bg).

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Un’intervista lunga e complessa quella rilasciata dalla Fascendini a Bianco Lavoro Magazine, che sviscera e mette in luce una miriade di aspetti nascosti della professione di medico-chirurgo legata all’assistenza degli anziani malati. Aspetti che vanno da quelli più prettamente psicologici a quelli più concreti e pratici e dei quali, “da fuori”, è straordinariamente difficile rendersi conto. I contenuti dell’intervista sono a nostro avviso profondamente istruttivi, soprattutto pensando ad un giovane che, in procinto di intraprendere la carriera del medico, si trovi ad affrontare il dilemma di quale specializzazione scegliere.

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Lavorare coi malati di Alzheimer: il ruolo fondamentale del terapista occupazionale

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Tra i professionisti specializzati in grado di lavorare coi malati di Alzheimer ed ottenere risultati soddisfacenti, spicca la figura del terapista occupazionale. Chi è e che cosa fa, qual è esattamente il suo ruolo, lo ha spiegato a Bianco Lavoro Magazine Chiara Amendola, giovane ma già molto esperta terapista occupazionale presso il Ferb di Gazzaniga (BG). Profondamente cosciente delle sue conoscenze, la Amendola, partendo da un breve excursus storico sulla professione, ha descritto per filo e per segno il ruolo fondamentale degli specialisti come lei legato alla terapia con il malati di Alzheimer. Ne è uscita una figura forte, in grado, pur se solamente nel migliore dei casi, di entrare in una sorta di empatia con il paziente affetto da demenza, instaurando con esso un “colloquio”. Quest’ultimo, che non sempre può essere verbale, è certamente finalizzato al benessere globale del paziente, al mantenimento o, quando possibile, al miglioramento dei suoi standard di vita, ed alla sua tranquillità interiore.

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Che figura è il terapista occupazionale, dove e come nasce?

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Lavorare nel controllo di gestione: quali competenze bisogna avere?

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Lavorare nel controllo di gestione, nonostante la crisi, non è così complicato. Infatti le offerte di lavoro per questa figura professionale non sono in calo. I primi sistemi di controllo di gestione sono stati elaborati sul finire dell’ottocento all’interno delle grandi industrie americane. Oggi tutte le aziende di medie-grandi dimensioni hanno l’ufficio del controllo di gestione. Ma di cosa si occupa esattamente un controller?

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Spesso inserito nella divisione Finanza, l’addetto al controllo di gestione ha il compito, da un lato, di verificare la correttezza delle chiusure di bilancio e dall’altro di pianificare l’attività economica dell’azienda. Per questo monitora costantemente tutti i numeri dell’azienda, aiutando il management nella gestione e nella pianificazione degli obiettivi.

È tramite l’attività del controller che si riescono ad analizzare e studiare le performance aziendali. Con i risultati di queste verifiche, l’imprenditore e i vertici della società sono in grado di elaborare strategie per migliorare i risultati e incrementare il fatturato. Soprattutto per svolgere l’attività di pianificazione il controller lavora a fianco delle altre funzioni aziendali: questo gli dà la possibilità di conoscere a fondo le dinamiche dell’impresa. Nelle società particolarmente strutturate l’ufficio del controllo di gestione è composto anche da diverse persone, con mansioni e specializzazioni diverse; esistono infatti vari tipi di controller, anche a seconda del settore in cui opera l’impresa, dal Business all’industriale, dal Retail all’Human Resources.

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Scrivere fiabe per lavoro: una professione in forte crescita

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Cosa significa scrivere fiabe per lavoro? Perché il genere fiabesco sta diventando così importante nel mondo degli adulti, investendo anche quelle sfere che ne sono tipicamente escluse, come ad esempio il mondo del lavoro? Si sente sempre più spesso parlare di narratività, comunicazione narrativa e cervello narrativo; anche questi concetti sono stati tradizionalmente relegati al di fuori del mondo del lavoro, fra le aule universitarie, e soltanto adesso, grazie al contributo della psicologia cognitivista e delle tecniche di neuroimaging, emerge con forza il rapporto fra l’esperienza e il pensiero narrativo, in cui le correlazioni fra elementi diversi consentono di fotografare la realtà.

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Ecco perché, fra le professioni legate al mondo della scrittura, si fa sempre più strada quella dello scrittore di fiabe su commissione. Si tratta di una figura professionale ancora inconsueta, e che tuttavia si inserisce all’interno di un settore in crescita e che trova uno spazio d’azione sempre maggiore all’interno delle aziende.

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Lavorare viaggiando: ecco i mestieri che lo permettono

Sarà che l’estate è la stagione migliore per conoscere posti nuovi, sarà che lo stress da rientro in ufficio tende a creare più malinconia, ma molte persone in questo periodo sognano di lavorare viaggiando.I più riescono a viaggiare esclusivamente durante le ferie, ma alcuni lo fanno  anche per lavoro. E se vi state interrogando su come farlo, in questo articolo troverete un elenco di attività utili per chi vuole lavorare viaggiando.

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Lavorare viaggiando: turismo e ristorazione

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Nuove professioni settore Food&Beverage: formazione e sbocchi occupazionali

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Sono sette le nuove professioni del settore Food&Beverage analizzate nel volume “I mestieri del Food&Beverage. Fra tradizione e figure professionali emergenti” di Gi Group Academy, creato con il contributo di OD&M Consulting e la prefazione di Slow Food (edizioni Guerini Next). All’interno del libro, oltre alle sette figure emergenti, vengono presentate ed analizzate 44 figure professionali tradizionali fornendo per ciascuna una scheda dettagliata su cosa prevede il ruolo, il contesto lavorativo, la formazione richiesta per svolgerla, le competenze e le indicazioni retributive.

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In questo articolo ci soffermiamo sulle nuove professioni del settore agroalimentare, un comparto di eccellenza del Made in Italy che non solo ha saputo resistere al contesto di crisi generale ma riesce anche ad offrire nuove opportunità a tutto il sistema economico e soprattutto ai giovani in cerca di occupazione.

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Personal brander, il nuovo professionista del web. Ecco cosa fa

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Il personal brander è il consulente che aiuta i propri clienti a comunicare il loro brand. Lo fa attraverso varie forme di comunicazione ma oggi soprattutto attraverso il web e le digital pr sui social network. Una professione che, secondo lo studio di settore condotto dalla società britannica FastFuture, sarà addirittura al primo posto tra le nuove professioni del 2030.

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L’importanza di affidarsi ad un professionista

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Crowdsourcing manager: una nuova professione del web. Ecco chi è

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A dispetto del nome non semplice da pronunciare, il crowdsourcing manager diventerà presto familiare, stando alle previsioni che lo vedono tra i migliori lavori del futuro (e tra i più gettonati per quanto riguarda il lavoro da remoto).

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Vediamo nello specifico chi è questo manager del business aziendale, cosa fa e quale formazione è necessaria per poter intraprendere la professione.

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Redattore editoriale: chi è cosa fa

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Pochi conoscono la figura e l’importanza del redattore di una casa editrice. Quando prendiamo in mano un libro siamo abituati a soffermarci sul nome dello scrittore, della casa editrice, dell’eventuale traduttore citato nelle prime pagine. Spesso però dimentichiamo il lavoro e il tempo che servono per far arrivare un libro sullo scaffale di una libreria. Durante l’ultimo Salone Internazionale del Libro di Torino, attraverso una serie di incontri, si è parlato dei mestieri che contribuiscono alla creazione e alla diffusione dei libri in Italia. Domenica 17 maggio, nella sezione Officina – Editoria di Progetto, dedicata agli editori indipendenti, è stato descritto quello meno conosciuto e meno blasonato: il redattore editoriale.

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Come si diventa redattore editoriale?

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Lavorare come coach: aiutare gli altri orientando le loro scelte

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Aiutare gli altri  facendo loro scoprire le potenzialità nascoste di cui non sono a conoscenza. Lavorare come coach significa, tra le altre cose, fare anche questo, attraverso un percorso di crescita continua e  condivisa. Il coach e il coachee lavorano insieme: il primo “vede la bellezza negli esseri umani ed è desideroso di aiutarli ad esprimerla”, il secondo deve avere “la disponibilità a mettersi in gioco”, ovvero a scoprire i lati migliori di sè, di cui ancora non ha piena padronanza. Lavorare come coach non può essere qualcosa di improvvisato. A spiegare i tratti distintivi di quella che si caratterizza, per la sua natura complessa, come una vera e propria professione é Monica Fava di Caro Coach (incontrata all’ultima edizione di Ricomincio da me), che ci ha concesso una lunga intervista dalla quale emergono con  chiarezza specificità, potenza e utilità del lavoro di coach. Ecco cosa ci ha detto.

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Come si diventa coach ? E cosa ti ha spinto a diventarlo?
Per diventare Coach è necessario seguire un percorso di formazione. Al momento ci sono molte scuole, anche “espresse” che promettono di farti diventare coach in pochi giorni, in realtà per fare veramente la differenza nella vita delle persone è necessario un percorso prima di tutto personale, che permetta all’aspirante coach di risolvere i propri problemi e in secondo luogo è indispensabile l’attitudine a vedere il potenziale che esiste in ogni essere umano. Inoltre è fondamentale un percorso completo, che formi il coach sia nel svolgere la sua attività, sia nell’organizzarla.

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Sviluppatore web: ecco cosa devi sapere per diventarlo

Internet è il grande settore di questi anni. Pensa solo a quanti siti web visiti ogni giorno e capirai perché non solo tutti parlano di internet, ma anche perché così tante persone vogliono diventare sviluppatore web. Questo avviene, naturalmente, perché un settore in espansione è un settore in cui ci sono maggiori possibilità di guadagno. E quindi cosa devono sapere gli studenti di oggi per diventare gli sviluppatori web di domani?

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Internet cambia

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Lavorare come Assistente sociale privato: intervista a Elena Giudice

assistente-sociale-privato-mappa

assistente-sociale-privato-mappaCosa significa lavorare come Assistente sociale privato?  Cosa comporta per questo professionista, tipicamente impiegato in strutture pubbliche, ritagliarsi uno spazio in un mercato ancora quasi del tutto  inedito? In che modo ci si fa conoscere? Qual è la retribuzione standard e quali sono le prospettive di carriera? Fino a pochi anni fa, la professione dell’Assistente sociale era perlopiù legata ad enti pubblici; negli ultimi tempi invece, in continuità con quanto accade in Europa, comincia anch’essa ad affacciarsi sul libero mercato, strizzando sempre più l’occhio alla libera professione. Promuovere il benessere della famiglia e del singolo, ma anche assistere la persona all’interno del proprio nucleo di appartenenza. Sono questi gli obiettivi principali perseguiti dall’Assistente sociale privato, chiamato a coordinare non più solo i diversi aspetti del servizio sociale, bensì, all’occorrenza anche figure professionali complementari, all’interno di un mercato sempre più libero ed esigente. Abbiamo provato a chiarire i punti salienti di questa professione attraverso la consulenza della dott.ssa Elena Giudice, Assistente sociale con più di dodici anni di esperienza con le famiglie, ma anche Formatrice e Family Coach. Il suo obiettivo? Fornire soluzioni pratiche a situazioni complesse.

Assistente sociale privato: intervista a Elena Giudice

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Facilitatore di comunità: cosa fa l’esperto in progettazione partecipata

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Una professione piuttosto recente che si sta sempre più diffondendo è quella facilitatore di comunità. Ma in cosa consiste questa figura professionale e qual è il valore aggiunto che il suo intervento può apportare? Il facilitatore di comunità è il professionista esperto in attività di supporto dei processi decisionali, in analisi dei contesti organizzativi e nella progettazione partecipata alle attività del territorio e della sua comunità. Egli opera, quindi, in tutti quei contesti che coinvolgono attori eterogenei implicati in esigenze comuni. Tra i suoi compiti principali quello di progettare e mettere in atto pratiche di intervento rivolte alle realtà comunitarie più esposte a criticità, soffermandosi in modo specifico sulle esigenze socio-relazionali (come la gestione dei conflitti), per consentire l’attuazione di interventi comunitari partecipati. E con l’intento di cooperare insieme al gruppo per portare a termine un impegno comune.

Facilitatore di comunità: tre professioni in una

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Corso di sommelier, come orientarsi

sommelier

sommelier

Come scegliere il miglior corso di sommelier? Ecco come diventare un bravo sommelier e come orientarsi nella scelta del corso giusto.

Per quale motivo si diventa sommelier? Per passione, per tradizione familiare o per trovare lavoro in un settore, quello eno-gastronomico, che è l’orgoglio del Made in Italy. Ecco allora alcune indicazioni per orientarsi nell’ambito di questa affascinante professione e scegliere un buon corso di formazione.

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Fashion job: le professioni e le offerte di lavoro

fashion job - visual merchandiser

fashion job Fashion job su cui puntare. Molti sognano di diventare professionisti dell’affascinante mondo della moda.

Il rinomato Made in Italy nel campo della moda continua ad attirare non solo estimatori e investitori internazionali ma anche giovani e professionisti sedotti dal fascino di questo mondo dorato. Ma lavorare nella moda non vuol dire solo occuparsi di riviste patinate o eventi in passerella: fashion job ovvero le professioni della moda sono innumerevoli e oggi anche dal web arrivano preziose opportunità.

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