Lavorare in cassa integrazione: le opportunità consentite senza dover rinunciare all’indennità

La cassa integrazione rappresenta quasi sempre un trauma per le persone che ci finiscono dentro, ma è importante capire come possiamo muoverci all’interno di questo recinto per cercare di arrotondare l’insufficiente indennità che tale ammortizzatore sociale ci offre, rimanendo nella legalità.

Iniziamo subito col dire che anche in questo caso la normativa dello Stato Italiano è miope e poco vicina alle condizioni reali dei cittadini. Mentre infatti in mobilità, e lo vedremo con il prossimo articolo, è più facile svolgere attività occasionali entro un certo limite, per chi è in cassa integrazione, nonostante l’indennità sia uguale a quella del primo anno di mobilità, le possibilità per lavorare sono poche.

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Giancarlo Sali

Scrittore e Giornalista 33enne di Roma che vive per affermare: “La scrittura rende le persone libere”

Decreto lavoro: le novità su contratti a termine, apprendistato e semplificazione

 <span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;"><span style="color: rgb(0, 0, 0);"><span style="font-size: 14px;"><strong><img style="display: none" class=" alignleft size-full wp-image-4086" alt="" src="https://www.biancolavoro.it/wp-content/uploads/2013/12/renzi.jpg" style="width: 160px; height: 103px; margin: 3px; float: left;" width="478" height="309" />Pubblicato in Gazzetta Ufficiale</strong>, è entrato in vigore il<strong> decreto lavoro</strong>, ovvero il Dl n.34 del 20 marzo 2014, emanato dal Governo Renzi e recante “<strong>Disposizioni urgenti per favorire il rilancio dell’occupazione e per la semplificazione degli adempimenti a carico delle imprese</strong>”. Vediamo dunque quali sono </span></span><span style="font-size: 14px;"><strong><a href="https://www.biancolavoro.it/news/2598-renzi-e-lavoro-ammortizzatori-sociali-contratti-a-progetto-ed-altre-novita" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="color: rgb(0, 0, 0);">le principali novità</span></a></strong></span><span style="color: rgb(0, 0, 0);"><span style="font-size: 14px;"><strong> </strong>e gli aspetti modificativi di tale nuova norma, e in che modo potrebbero influenzare i temi sui quali vanno a intervenire: i contratti di lavoro a termine, i contratti di apprendistato, le misure in materia di servizi per il lavoro, di verifica della regolarità contributiva e di contratti di solidarietà.</span></span></span>

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Roberto Rais

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Jobs Act, tutti i chiarimenti sui contratti a termine

 <span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;"><span style="font-size: 14px;"><img style="display: none" class=" alignleft size-full wp-image-4685" alt="" src="https://www.biancolavoro.it/wp-content/uploads/2014/02/contratto-lavoro.jpg" style="width: 160px; height: 109px; margin: 3px; float: left;" width="500" height="341" />Come è noto,il <a href="https://www.biancolavoro.it/news/2598-renzi-e-lavoro-ammortizzatori-sociali-contratti-a-progetto-ed-altre-novita" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>governo Renzi</strong></a> all'interno della <strong><a href="https://www.biancolavoro.it/news/2534-lavoro-le-riforme-del-nuovo-ministro-giuliano-poletti" target="_blank" rel="noopener noreferrer">riforma del lavoro</a> </strong>conosciuta con il nome di <a href="https://www.biancolavoro.it/news/2374-il-jobsact-di-matteo-renzi-ok-per-l-ue-dubbi-in-italia" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Jobs Act</strong></a><strong> </strong>ha adottato un provvedimento urgente contenente gli interventi di <strong>semplificazione sui <a href="https://www.biancolavoro.it/news/2614-contratti-a-termine-cambiano-forse-le-regole-fino-a-8-rinnovi-in-36-mesi" target="_blank" rel="noopener noreferrer">contratti a termine</a> e sui contratti di apprendistato</strong>, al fine di renderli maggiormente coerenti con le esigenze attuali del contesto occupazionale. Il <strong>Jobs Act</strong>, concretizzatosi mediante un disegno di legge, permetterà al Governo di poter fruire di apposite deleghe che – negli auspici dei fautori - potranno consentire una rapida introduzione delle misure per riformare la disciplina degli ammortizzatori sociali, riformare i servizi per il lavoro, rivedere le politiche attive, riordinare le forme contrattuali, migliorare la conciliazione tra tempi di lavoro e di vita e ancora semplificare le procedure e gli adempimenti nella disciplina lavorativa.</span></span>

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Sanzioni più pesanti per chi non rispetta l’orario di lavoro

 <span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;"><span style="font-size: 14px;"><span style="color: rgb(0, 0, 0);"><img style="display: none" class=" alignleft size-full wp-image-4826" alt="" src="https://www.biancolavoro.it/wp-content/uploads/2014/03/Operatore-Telefonico.jpg" style="width: 160px; height: 95px; margin: 3px; float: left;" width="520" height="309" />In arrivo <strong>sanzioni </strong>più pesanti per quei datori di occupazione che <strong>non rispettano <a href="https://www.biancolavoro.it/leggi-e-norme/1418-il-tempo-per-indossare-la-tuta-da-lavoro-deve-essere-retribuito" target="_blank" rel="noopener noreferrer">l’orario di lavoro</a></strong>, costringendo i propri dipendenti a turni sempre più stressanti e faticosi, violando quindi quanto previsto dai contratti. Una novità sicuramente gradita per quei lavoratori (numerosi, stando a quanto leggiamo in redazione dalle vostre segnalazioni) che vedono frequentemente scavalcati i propri diritti di riposo settimanale o giornaliero.</span></span></span>

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Co.co.pro.: c’è la rivalutazione delle indennità

 <span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;"><span style="font-size: 14px;"><span style="color: rgb(0, 0, 0);"><img style="display: none" class=" alignleft size-full wp-image-4772" alt="co-co-pro-rivalutazione-indennità" src="https://www.biancolavoro.it/wp-content/uploads/2014/03/co-co-pro.jpg" style="width: 160px; height: 107px; margin: 3px; float: left;" width="500" height="333" />Rivalutazione delle indennità per i <strong>lavoratori Co.Co.Pro.</strong> Infatti, con il suo messaggio n. 2999 del 3 marzo 2014, la Direzione Centrale Prestazioni a Sostegno del Reddito dell'Inps ha contribuito a chiarire alcuni aspetti relativi all'<strong>indennità ai collaboratori coordinati e continuativi a progetto</strong>, di cui ex articolo 2, commi 51-56, della l. 92/2012, introducendo un nuovo modello online per il 2014, rivalutando per il 2013 il limite reddituale e apportando precisazioni sull'attestazione del periodo di disoccupazione ininterrotta.</span></span></span>

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Bologna: dottorandi costretti a scegliere tra studio e lavoro

 <span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;"><span style="font-size: 14px;"><span style="color: rgb(0, 0, 0);">Da questo anno accademico è scattata l’<strong>ipotesi di incompatibilità per chi svolge un dottorato con l’Università di Bologna</strong> e, contemporaneamente, ha anche un’<strong>occupazione al di fuori del dipartimento</strong>. In altre parole, coloro i quali vogliono conseguire il titolo di dottorato all’Università bolognese <strong>devono scegliere tra studio e lavoro</strong>, con le ovvie conseguenze in capo a coloro che non appartengono a famiglie sufficientemente facoltose, né hanno la possibilità di accedere alla Borsa di studio. E così, in questi giorni, centinaia di nuovi dottorandi devono scegliere se rinunciare al concorso che hanno appena vinto, o a un posto di lavoro (spesso precario, e remunerativo quanto basta per sostenere parte delle spese di studio). Una situazione prontamente contestata dai sindacati, che denunciano come il dottorato possa esser così limitato solamente ai “ricchi di famiglia”.</span></span></span>

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Venditori porta a porta: tutti i chiarimenti del Ministero

 <span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;"><span style="font-size: 14px;"><span style="color: rgb(0, 0, 0);"><img style="display: none" class=" alignleft size-full wp-image-4728" alt="venditore bussa alla porta" src="https://www.biancolavoro.it/wp-content/uploads/2014/03/venditori-porta-a-porta.jpg" style="margin: 3px; float: left; width: 160px; height: 90px;" width="646" height="363" />Una nota ministeriale è intervenuta a chiarire univocamente alcuni degli aspetti di maggiore confusione relativa ai <strong>venditori porta a porta</strong> o, meglio, quegli incaricati alla vendita diretta a domicilio che, “con o senza vincolo di subordinazione”, promuovono – direttamente o indirettamente – la raccolta di ordinativi di acquisto presso privati per conto di imprese esercenti la vendita diretta a domicilio. Il legame tra il lavoratore porta a porta e l’impresa affidante potrà essere regolato da un rapporto di lavoro dipendente, da un contratto di agenzia o da un rapporto di lavoro autonomo, abituale o occasionale.</span></span></span>

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Mediazione: avvocati obbligati ad informare i clienti

 <span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;"><span style="font-size: 14px;"><span style="color: rgb(0, 0, 0);"><strong><a href="news.biancolavoro.it/leggi-e-norme/2549-avvocati-possibile-reiscrizione-dopo-cinque-anni-da-radiazione" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img style="display: none" class=" alignleft size-full wp-image-4714" alt="mediazione avvocati obbligo informazione clienti" src="https://www.biancolavoro.it/wp-content/uploads/2014/03/Mediazione.jpg" style="width: 160px; height: 131px; margin: 3px; float: left;" width="600" height="493" />Gli avvocati</a> saranno obbligati a informare i loro clienti sulla possibilità di affidarsi alla mediazione</strong>, evitando - altresì - che il tentativo di trovare una intesa si svolga nei loro studi. Il <strong>nuovo Codice Deontologico per gli avvocati,</strong> approvato dal Consiglio nazionale forense e ora in via di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale (entrerà in vigore 60 giorni dopo la stampa sul bollettino), prevede una nuova serie di regole per la "promozione" e la "pubblicità" dell'istituto della mediazione. In particolare, il nuovo Codice prevede - all'art. 23 co.3, che la parte assistita (il cliente) debba essere informato "chiaramente e per iscritto" della possibilità di potersi avvalere del procedimento di mediazione previsto dalla legge. In caso di violazione di tale obbligo di informazione, per gli avvocati sono previsti dei pesanti provvedimenti, tra cui le sanzioni disciplinari e la possibilità che il contratto sia annullabile.</span></span></span>

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Avvocati: possibile reiscrizione dopo cinque anni da radiazione

 <span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;"><span style="font-size: 14px;"><span style="color: rgb(0, 0, 0);"><strong><img style="display: none" class=" alignleft size-full wp-image-4705" alt="toghe avvocati reiscrizione radiazione" src="https://www.biancolavoro.it/wp-content/uploads/2014/03/avvocati.jpg" style="width: 160px; height: 120px; margin: 3px; float: left;" width="2600" height="1954" /><a href="https://www.biancolavoro.it/orientamento/1835-laurea-in-giurisprudenza-tra-sbocchi-professionali-e-difficolta" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Gli avvocati</a> che hanno subito la radiazione (cancellazione) dall’Albo di appartenenza possono richiedere la reiscrizione dopo cinque anni dall’esecuzione del provvedimento di cancellazione</strong>. A sostenerlo è una sentenza (la n. 181/2013) da parte del Consiglio nazionale forense, che sottopone tale possibilità alla prova (a carico dell’avvocato radiato) dell’avvenuto recupero dei requisiti di onestà e di integrità che dovranno caratterizzare la propria condotta. Nella sua pronuncia, infatti, l’organo collegiale stabilisce che “<strong>il professionista cancellato dall’Albo a seguito di irrogazione di sanzione disciplinare può domandare la reiscrizione solo dopo che sia trascorso un periodo di almeno 5 anni dall’esecuzione del provvedimento di cancellazione adottato dal Coa</strong>, fornendo naturalmente elementi che diano contezza che nel periodo trascorso il comportamento del richiedente sia stato improntato al recupero dei requisiti previsti dall’art. 17 citato”.</span></span></span>

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Contributi ad associazioni volontariato, le linee guida

 <img style="display: none" class=" alignleft size-full wp-image-4655" alt="le mani del volontariato" src="https://www.biancolavoro.it/wp-content/uploads/2014/02/volontariato.jpg" style="width: 160px; float: left; height: 89px; margin: 3px;" width="3896" height="2176" /><span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;"><span style="font-size: 14px;"><span style="color: rgb(0, 0, 0);">Qualche giorno fa il Ministero del Lavoro ha pubblicato le <strong>linee guida per l’anno 2014</strong>, utili per poter richiedere e ottenere i <strong>contributi al volontariato già previsti dalla l. 438/1998</strong>. Considerato che il termine per poter inoltrare la richiesta si sta avvicinando a grandi passi (è attualmente fissato al <strong>31 marzo 2014</strong>), cerchiamo di comprendere quali sono le principali caratteristiche di tali linee guida e in che modo poter inviare la propria domanda di partecipazione al progetto rivolto al lavoro volontariato svolto nelle associazioni di promozione sociale.</span></span></span>

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Contratto di apprendistato verso la semplificazione, ecco cosa cambia

 <span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;"><span style="font-size: 14px;"><span style="color: rgb(0, 0, 0);"><span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;"><span style="font-size: 14px;"><span style="color: rgb(0, 0, 0);">Il <strong>contratto d</strong></span></span></span></span></span></span><span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;"><span style="font-size: 14px;"><span style="color: rgb(0, 0, 0);"><span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;"><span style="font-size: 14px;"><span style="color: rgb(0, 0, 0);"><img style="display: none" class=" alignleft size-full wp-image-4634" alt="apprendistato-contratto-novità" src="https://www.biancolavoro.it/wp-content/uploads/2014/02/Apprendistato.jpg" style="width: 160px; height: 107px; margin: 3px; float: left;" width="640" height="427" /></span></span></span></span></span></span><span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;"><span style="font-size: 14px;"><span style="color: rgb(0, 0, 0);"><span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;"><span style="font-size: 14px;"><span style="color: rgb(0, 0, 0);"><strong>i apprendistato </strong>si avvicina all'attesa semplificazione, in virtù delle nuove linee guida </span></span></span></span></span></span><span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;"><span style="font-size: 14px;"><span style="color: rgb(0, 0, 0);"><span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;"><span style="font-size: 14px;"><span style="color: rgb(0, 0, 0);">della conferenza tra Stato e Regioni. Cerchiamo dunque di comprendere cosa cambia per l'apprendistato, e quali saranno le semplificazioni di cui i giovani potranno godere nella frequenza di questo rapporto di introduzione al mondo del lavoro.</span></span></span> Le <strong>semplificazioni</strong>, in sintesi, sono di tre tipologie. Innanzitutto il <strong>piano formativo individuale </strong>verrà introdotto come obbligatorio solamente per l'acquisizione di competenze tecnico professionali e specialistiche. Inoltre, la <strong>registrazione della formazione </strong>e della qualifica che è acquisita ai fini contrattuali andrà effettuata in un documento più snello. Infine, nelle <strong>imprese multilocalizzate </strong>(cioè, quelle che hanno unità produttive dislocate in diverse regioni), sarà possibile adottare un'unica disciplina formativa (quella della regione in cui è situata la sede locale).</span></span></span>

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Domande di riconoscimento lavoro usurante, ecco le istruzioni Inps

 <span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;"><span style="font-size: 14px;"><span style="color: rgb(0, 0, 0);"><img style="display: none" class=" alignleft size-full wp-image-4631" alt="" src="https://www.biancolavoro.it/wp-content/uploads/2014/02/Lavorousurante.jpg" style="width: 160px; height: 120px; margin: 3px; float: left;" width="900" height="673" />L’Inps ha pubblicato il messaggio n. 2668 con il quale disciplina la <strong>presentazione delle domande di</strong> <strong>riconoscimento del lavoro usurante</strong>, con possibilità di consegna delle istanze entro il 1 marzo 2014 per quei lavoratori che maturano i requisiti agevolati per l’accesso al trattamento pensionistico a decorrere dal 1 gennaio 2014 al 31 dicembre 2014. Cerchiamo quindi di comprendere tutti i principali tratti distintivi del nuovo messaggio dell’ente previdenziale. Per quanto attiene i <strong>beneficiari dell’intervento</strong>, il messaggio distingue i <strong>lavoratori impegnati in mansioni</strong> <strong>particolarmente usuranti</strong> da quelli che <strong>lavorano in turni notturni</strong>.</span></span></span>

<span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;"><span style="font-size: 14px;"><span style="color: rgb(0, 0, 0);">Tra i primi rientrano principalmente i lavoratori addetti alla cosiddetta “linea catena”; conducenti di veicoli adibiti a servizio pubblico di trasporto collettivo. Costoro, a patto che maturino i requisiti nel 2014, possono conseguire il trattamento pensionistico ove in possesso di un’anzianità contributiva di almeno 35 anni e, se lavoratori dipendenti, di un’età minima di 61 anni e 3 mesi, fermo restando il raggiungimento di quota 97,3, se lavoratori autonomi, di un’età minima di 62 anni e 3 mesi, fermo restando il raggiungimento di quota 98,3.</span></span></span>

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Fondo garanzia PMI: ecco i nuovi criteri di accesso

 <span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;"><span style="font-size: 14px;"><span style="color: rgb(0, 0, 0);"><img style="display: none" class=" alignleft size-full wp-image-3913" alt="" src="https://www.biancolavoro.it/wp-content/uploads/2013/11/soldi.jpg" style="width: 160px; height: 107px; margin: 3px; float: left;" width="800" height="533" />Sta per giungere in Gazzetta Ufficiale il decreto interministeriale che porta in applicazione i <strong>nuovi criteri di accesso al Fondo di garanzia <a href="https://www.biancolavoro.it/news/2231-lavoro-nel-2013-un-terzo-delle-pmi-ha-licenziato" target="_blank" rel="noopener noreferrer">per le pmi</a></strong>, ora usufruibile anche da parte dei liberi professionisti che ne rispettano i principali termini di caratterizzazione. I criteri di valutazione rivisti non sono costituiscono tuttavia l'unica novità del decreto: vengono infatti applicate <strong>nuove procedure semplificate</strong>, altre operazioni ammissibili e un incremento della garanzia fino all'80% per quanto attiene le operazioni finalizzate all'attività di impresa con durata non inferiore ai 36 mesi.</span></span></span>

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Esodati: domande quarta tranche in scadenza il 26 febbraio

 <span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;"><span style="font-size: 14px;"><span style="color: rgb(0, 0, 0);"><img style="display: none" class=" alignleft size-full wp-image-4575" alt="" src="https://www.biancolavoro.it/wp-content/uploads/2014/02/esodati.jpg" style="width: 160px; height: 90px; margin: 3px; float: left;" width="1024" height="577" />C’è tempo fino al prossimo <strong>26 febbraio</strong> per presentare le <strong>domande per la quarta tranche di <a href="https://www.biancolavoro.it/news/1923-esodati-terzo-decreto-salvi-altri-10-000" target="_blank" rel="noopener noreferrer">lavoratori esodati</a></strong>, salvaguardati in seguito alla discussa <strong>Riforma delle pensioni varata dal governo Monti</strong> (e ideata dal ministro Fornero) con il d.l. 102/2013. La scadenza di febbraio riguarda circa 9 mila esodati, ed è disciplinata dalla circolare ministeriale 44/2013, contenente altresì i modelli di domanda e le istruzioni operative necessarie per l’invio regolare dell’istanza, da inoltrare alle competenti Direzioni territoriali del lavoro (sulla base della residenza del lavoratore).</span></span></span>

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Uso eccessivo del cellulare al lavoro: può essere riconosciuta la malattia professionale

 <span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;"><span style="font-size: 14px;"><span style="color: rgb(0, 0, 0);"><img style="display: none" class=" alignleft size-full wp-image-4430" alt="" src="https://www.biancolavoro.it/wp-content/uploads/2014/02/Giudice.jpg" style="width: 160px; height: 107px; margin: 3px; float: left;" width="1550" height="1033" />Se il lavoratore, nello svolgimento delle sue mansioni, contrae una patologia a causa dell’uso eccessivo del cellulare, tale <strong>malattia </strong>può essere riconosciuta come “<strong>professionale</strong>” e, di conseguenza,<strong> il dipendente ha diritto a percepire la corrispondente rendita di invalidità</strong>. Ad affermarlo è la sentenza n. 17438 del 12 ottobre 2012 della Corte di Cassazione, che ha così dato ragione a un lavoratore che, per molti anni e per diverse ore del giorno, ha dovuto utilizzare un dispositivo telefonico per svolgere la propria attività lavorativa, maturando la comparsa di una patologia tumorale.</span></span></span>

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Vietato installare telecamere in azienda senza autorizzazione

 <span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif"><span style="font-size: 14px"><span style="color: #000000"><img style="display: none" class=" alignleft size-full wp-image-4430" alt="" src="https://www.biancolavoro.it/wp-content/uploads/2014/02/Giudice.jpg" style="margin: 3px; width: 160px; float: left; height: 107px" width="1550" height="1033" />Dura e netta sentenza in materia di <strong>riservatezza dei lavoratori in azienda</strong>. Secondo una pronuncia della Corte di Cassazione, è <strong>vietato installare telecamere nell’ambiente di lavoro senza una preventiva autorizzazione</strong>. Un divieto che fa scattare una sanzione di natura penale in capo al datore di lavoro, responsabile perfino nell’ipotesi in cui la telecamera risulti effettivamente spenta. Ma in che modo si è giunti a tale conclusione?</span></span></span>

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Lavorare fino a 70 anni: una sentenza rafforza le possibilità

 <span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;"><span style="font-size: 14px;"><span style="color: rgb(0, 0, 0);"><img style="display: none" class=" alignleft size-full wp-image-4176" alt="" src="https://www.biancolavoro.it/wp-content/uploads/2014/01/giornalismo_web.jpg" style="width: 160px; height: 120px; margin: 3px; float: left;" width="400" height="300" />La <strong>Corte d'Appello di Milano </strong>qualche tempo fa ha depositato una sentenza che riapre le discussioni intorno alla possibilità, in capo dei lavoratori, di <strong>poter esercitare il diritto di <a href="news.biancolavoro.it/news/2351-lavorare-fino-a-70-anni-non-e-un-diritto" target="_blank" rel="noopener noreferrer">lavorare fino a 70 anni di età</a></strong>, evitando che la propria azienda datore di lavoro ponga fine al rapporto di lavoro per questioni anagrafiche. Una vicenda della quale ci eravamo occupati alcuni mesi fa, in relazione ad una pronuncia del tribunale capitolino, e sulla quale ora sembrano aprirsi nuovi margini di interpretazione tutt'altro che da sottovalutare.</span></span></span>

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Pensioni: importo dovuto anche se l’ente previdenziale sbaglia i calcoli

 <span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;"><span style="font-size: 14px;"><span style="color: rgb(0, 0, 0);"><img style="display: none" class=" alignleft size-full wp-image-3876" alt="" src="https://www.biancolavoro.it/wp-content/uploads/2013/11/pensionati.jpg" style="width: 160px; height: 105px; margin: 3px; float: left;" width="800" height="527" />La <strong>Cassazione,</strong> sezione lavoro, con la sentenza n. 1659, ha sancito che <strong>la cassa di previdenza privata che comunica all'iscritto di aver raggiunto i requisiti della pensione, deve comunque pagarla anche se ha sbagliato il calcolo </strong>e il diritto non è, in realtà, effettivamente maturato. La conclusione della Suprema Corte è semplice: considerando il tema trattato, le casse di previdenza private, quando si rapportano nei confronti dei loro iscritti, hanno il dovere di essere diligenti nelle proprie comunicazioni mentre, di contro, la stessa accortezza non è richiesta al professionista.</span></span></span>

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Roberto Rais

Giornalista e promotore finanziario abilitato, profondo conoscitore delle tematiche del lavoro. Si occupa in principali modo di legislazioni, normativa ed approfondimenti. Si muove a suo agio nelle tematiche giuridiche ed economiche.
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Mobbing: non sempre comporta la perdita di professionalità

 <span style="font-family: verdana,geneva,sans-serif;"><span style="font-size: 14px;"><span style="color: rgb(0, 0, 0);"><img style="display: none" class=" alignleft size-full wp-image-4430" alt="" src="https://www.biancolavoro.it/wp-content/uploads/2014/02/Giudice.jpg" style="width: 160px; height: 107px; margin: 3px; float: left;" width="1550" height="1033" />Essere soggetti a <strong>mobbing </strong>non implica, automaticamente, subire una <strong>perdita di professionalità e di occasioni lavorative</strong>. A stabilirlo è una recente sentenza della sezione Lavoro della Corte di Cassazione (la pronuncia è la n. 172 dello scorso 8 gennaio 2014), secondo cui nell'ipotesi di mobbing l'avvenuto accertamento del danno alla salute non implica l'automatico riconoscimento di un danno alla professionalità del lavoratore.</span></span></span>

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Omesso versamento dell’Iva per necessità non è reato

 <span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif"><span style="font-size: 14px"><span style="color: #000000"><span face=""><img style="display: none" class=" alignleft size-full wp-image-3756" alt="" src="https://www.biancolavoro.it/wp-content/uploads/2013/10/Tasse-Tax.jpg" style="margin: 3px; width: 160px; float: left; height: 96px" width="638" height="382" />La <strong>sentenza n. 2614/2014 </strong>della <strong>Corte di Cassazi</strong>one, pronunciata sul caso di un amministratore societario che non aveva versato l’Iva poiché impossibilitato a effettuare il “pagamento” dell’imposta per cause di necessità, afferma che<strong> l’omesso versamento Iva non costituisce reato se “il mancato pagamento è dipeso realmente dall’impossibilità incolpevole di effettuarlo”</strong>.</span></span></span></span>

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