Personal brander, il nuovo professionista del web. Ecco cosa fa

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Il personal brander è il consulente che aiuta i propri clienti a comunicare il loro brand. Lo fa attraverso varie forme di comunicazione ma oggi soprattutto attraverso il web e le digital pr sui social network. Una professione che, secondo lo studio di settore condotto dalla società britannica FastFuture, sarà addirittura al primo posto tra le nuove professioni del 2030.

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image by Rawpixel

L’importanza di affidarsi ad un professionista

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Crowdsourcing manager: una nuova professione del web. Ecco chi è

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A dispetto del nome non semplice da pronunciare, il crowdsourcing manager diventerà presto familiare, stando alle previsioni che lo vedono tra i migliori lavori del futuro (e tra i più gettonati per quanto riguarda il lavoro da remoto).

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image by Milles Studio

Vediamo nello specifico chi è questo manager del business aziendale, cosa fa e quale formazione è necessaria per poter intraprendere la professione.

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Redattore editoriale: chi è cosa fa

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Pochi conoscono la figura e l’importanza del redattore di una casa editrice. Quando prendiamo in mano un libro siamo abituati a soffermarci sul nome dello scrittore, della casa editrice, dell’eventuale traduttore citato nelle prime pagine. Spesso però dimentichiamo il lavoro e il tempo che servono per far arrivare un libro sullo scaffale di una libreria. Durante l’ultimo Salone Internazionale del Libro di Torino, attraverso una serie di incontri, si è parlato dei mestieri che contribuiscono alla creazione e alla diffusione dei libri in Italia. Domenica 17 maggio, nella sezione Officina – Editoria di Progetto, dedicata agli editori indipendenti, è stato descritto quello meno conosciuto e meno blasonato: il redattore editoriale.

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image by Yulia Grigoryeva

Come si diventa redattore editoriale?

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Lavorare come coach: aiutare gli altri orientando le loro scelte

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Aiutare gli altri  facendo loro scoprire le potenzialità nascoste di cui non sono a conoscenza. Lavorare come coach significa, tra le altre cose, fare anche questo, attraverso un percorso di crescita continua e  condivisa. Il coach e il coachee lavorano insieme: il primo “vede la bellezza negli esseri umani ed è desideroso di aiutarli ad esprimerla”, il secondo deve avere “la disponibilità a mettersi in gioco”, ovvero a scoprire i lati migliori di sè, di cui ancora non ha piena padronanza. Lavorare come coach non può essere qualcosa di improvvisato. A spiegare i tratti distintivi di quella che si caratterizza, per la sua natura complessa, come una vera e propria professione é Monica Fava di Caro Coach (incontrata all’ultima edizione di Ricomincio da me), che ci ha concesso una lunga intervista dalla quale emergono con  chiarezza specificità, potenza e utilità del lavoro di coach. Ecco cosa ci ha detto.

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Come si diventa coach ? E cosa ti ha spinto a diventarlo?
Per diventare Coach è necessario seguire un percorso di formazione. Al momento ci sono molte scuole, anche “espresse” che promettono di farti diventare coach in pochi giorni, in realtà per fare veramente la differenza nella vita delle persone è necessario un percorso prima di tutto personale, che permetta all’aspirante coach di risolvere i propri problemi e in secondo luogo è indispensabile l’attitudine a vedere il potenziale che esiste in ogni essere umano. Inoltre è fondamentale un percorso completo, che formi il coach sia nel svolgere la sua attività, sia nell’organizzarla.

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Sviluppatore web: ecco cosa devi sapere per diventarlo

Internet è il grande settore di questi anni. Pensa solo a quanti siti web visiti ogni giorno e capirai perché non solo tutti parlano di internet, ma anche perché così tante persone vogliono diventare sviluppatore web. Questo avviene, naturalmente, perché un settore in espansione è un settore in cui ci sono maggiori possibilità di guadagno. E quindi cosa devono sapere gli studenti di oggi per diventare gli sviluppatori web di domani?

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Internet cambia

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Lavorare come Assistente sociale privato: intervista a Elena Giudice

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assistente-sociale-privato-mappaCosa significa lavorare come Assistente sociale privato?  Cosa comporta per questo professionista, tipicamente impiegato in strutture pubbliche, ritagliarsi uno spazio in un mercato ancora quasi del tutto  inedito? In che modo ci si fa conoscere? Qual è la retribuzione standard e quali sono le prospettive di carriera? Fino a pochi anni fa, la professione dell’Assistente sociale era perlopiù legata ad enti pubblici; negli ultimi tempi invece, in continuità con quanto accade in Europa, comincia anch’essa ad affacciarsi sul libero mercato, strizzando sempre più l’occhio alla libera professione. Promuovere il benessere della famiglia e del singolo, ma anche assistere la persona all’interno del proprio nucleo di appartenenza. Sono questi gli obiettivi principali perseguiti dall’Assistente sociale privato, chiamato a coordinare non più solo i diversi aspetti del servizio sociale, bensì, all’occorrenza anche figure professionali complementari, all’interno di un mercato sempre più libero ed esigente. Abbiamo provato a chiarire i punti salienti di questa professione attraverso la consulenza della dott.ssa Elena Giudice, Assistente sociale con più di dodici anni di esperienza con le famiglie, ma anche Formatrice e Family Coach. Il suo obiettivo? Fornire soluzioni pratiche a situazioni complesse.

Assistente sociale privato: intervista a Elena Giudice

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Facilitatore di comunità: cosa fa l’esperto in progettazione partecipata

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Una professione piuttosto recente che si sta sempre più diffondendo è quella facilitatore di comunità. Ma in cosa consiste questa figura professionale e qual è il valore aggiunto che il suo intervento può apportare? Il facilitatore di comunità è il professionista esperto in attività di supporto dei processi decisionali, in analisi dei contesti organizzativi e nella progettazione partecipata alle attività del territorio e della sua comunità. Egli opera, quindi, in tutti quei contesti che coinvolgono attori eterogenei implicati in esigenze comuni. Tra i suoi compiti principali quello di progettare e mettere in atto pratiche di intervento rivolte alle realtà comunitarie più esposte a criticità, soffermandosi in modo specifico sulle esigenze socio-relazionali (come la gestione dei conflitti), per consentire l’attuazione di interventi comunitari partecipati. E con l’intento di cooperare insieme al gruppo per portare a termine un impegno comune.

Facilitatore di comunità: tre professioni in una

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Corso di sommelier, come orientarsi

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Come scegliere il miglior corso di sommelier? Ecco come diventare un bravo sommelier e come orientarsi nella scelta del corso giusto.

Per quale motivo si diventa sommelier? Per passione, per tradizione familiare o per trovare lavoro in un settore, quello eno-gastronomico, che è l’orgoglio del Made in Italy. Ecco allora alcune indicazioni per orientarsi nell’ambito di questa affascinante professione e scegliere un buon corso di formazione.

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Fashion job: le professioni e le offerte di lavoro

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fashion job Fashion job su cui puntare. Molti sognano di diventare professionisti dell’affascinante mondo della moda.

Il rinomato Made in Italy nel campo della moda continua ad attirare non solo estimatori e investitori internazionali ma anche giovani e professionisti sedotti dal fascino di questo mondo dorato. Ma lavorare nella moda non vuol dire solo occuparsi di riviste patinate o eventi in passerella: fashion job ovvero le professioni della moda sono innumerevoli e oggi anche dal web arrivano preziose opportunità.

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Tra uomo e donna è parità di stipendio nelle professioni tecnologiche

Donne e tecnologiaIl gender pay gap è una realtà con la quale le donne devono far i conti in tutti i settori professionali, nei confronti dei loro colleghi uomini. Ma c’è un campo, quello delle professioni tecnologiche, in cui la parità di stipendio sembra essere assicurata. A onor del vero la tecnologia non rappresenta (o comunque all’inizio non ha rappresentato) un ambiente lavorativo accogliente e favorevole per le donne. A volte dominato da una cultura maschilista, sorprende quindi per le pari opportunità retributive che garantisce. Secondo i dati raccolti da Claudia Goldin, una ricercatrice ed economista dell’Università di Harvard, a parità di condizioni e parametri presi in considerazione (razza, età, istruzione ed ore di lavoro svolto), l’uguaglianza tra i sessi è quasi al 90%, pressoché totale se si parla di posizioni apicali. Un traguardo notevole se si pensa al 66% dell’area contabilità e finanza, al 71% della medicina, al 82% del campo legale.

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Lavorare come temporary manager: un contributo per l’inserimento

La Regione Veneto vuole favorire la competitività delle imprese promuovendo l’impiego di professionalità quali i “temporary manager“. Ma chi sono costoro? E in cosa consiste il contributo che la Regione settentrionale ha stanziato? Cerchiamo di comprendere quali siano le principali caratteristiche dei temporary manager, e in che modo sia possibile usufruire del contributo ora previsto.

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Il giornalista web: chi è e cosa fa

Carta stampata o internet? Chi è e cosa fa un giornalista web? Con i giornali in grossa crisi, con le redazioni tradizionali costrette a chiudere o  dimezzare il personale, con i contratti di solidarietà sempre più all’ordine del giorno, una delle strade percorribili dai giornalisti contemporanei, giovani o meno che siano pare sia quella che porta dritta al web, per essere più precisi,  ai giornali online. A dar prova di tale affermazione c’è anche la volontà di tutti i grandi quotidiani di implementare sempre più i propri siti, facendo in modo che certe sezioni, o anche semplicemente determinati articoli, vengano affidati solo alla rete e non più alle pagine stampate.

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La professione del mediatore familiare: un supporto per le famiglie in crisi

Oggi, purtroppo sono sempre più frequenti le coppie che non riescono a dialogare e a trovare un intelligente compromesso al fine di rendere stabile una relazione e più serena la vita dei propri figli. La figura del mediatore familiare è una figura professionale dei nostri tempi, il suo ruolo appare estremamente utile per superare situazioni conflittuali che riguardano sia la coppia e sia le dinamiche relazionali non sempre appropriate che coinvolgono anche altre figure parentali che ruotano intorno alla coppia, non sempre capaci di sostenere in modo positivo l’equilibrio della giovane famiglia.

Un problema molto frequente come possiamo costatare tristemente dalle notizie di cronaca della TV e dai giornali è la contesa dei figli nei momenti di separazione, spesso tante coppie si rivelano incapaci di mettere da parte le proprie ostilità per il bene dei propri figli, in questi casi il mediatore familiare può rivelarsi un valido supporto nel mediare i danni e situazioni complesse prima che queste assumano toni sgradevoli e traumatizzanti per la vita di un minore e per la stessa coppia.

Cosa fa il mediatore familiare e come interviene

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Professione orientatore: chi è, cosa fa e come diventarlo

In Italia ci sono 150.000 profili che le aziende non riescono a ricoprire. Non sono nostre supposizioni, ma dati provenienti da Confindustria (Dichiarazione alla stampa di Emma Marcegaglia, presidente Confindustria, giugno 2011).

Se a tutto questo aggiungiamo il fatto che nel mercato del lavoro italiano ben il 30% dei posti di lavoro è intermediato informalmente (Indagine Isfol Plus 2010) – cioè con conoscenze, raccomandazioni, ecc. – e che abbiamo il 30% dei giovani tra i 15 ed i 24 anni senza lavoro (ISTAT, rilevazione delle forze lavoro luglio 2012), allora ci chiediamo: come è possibile far funzionare davvero il mercato del lavoro in Italia?

Una soluzione potrebbe venire da un reale potenziamento sei servizi di orientamento di base, come già indicato un paio di anni fa dal Governo (“Italia 2020 – Piano di azione per l’occupabilità dei giovani”, M.Gelmini, G. Meloni, M. Sacconi, 16 giugno 2010.). Già, potenziare i servizi di orientamento, ma con quali risorse umane?

Gli orientatori in Italia sono dei perfetti sconosciuti. Il loro “oscuro” operato permette ogni giorno a centinaia di studenti e lavoratori di scegliere consapevolmente il proprio percorso di studi o di imparare a cercare lavoro, ma per loro non esiste né un Ordine professionale, né tantomeno un percorso di formazione universalmente riconosciuto.

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